Ora si avvii il dialogo alla base

Cari amici DC e Popolari, si è svolto a Roma il 3 Aprile scorso un convegno degli amici di Tempi Nuovi-Popolari Uniti nel quale è stato approvato il seguente documento finale:

La presenza di una forza politica non si giustifica sulla base dell’intercalare polemico e contraddittorio dei suoi interventi quotidiani, come oggi avviene in larga misura nel confronto tra i partiti italiani, ma in virtù di un’adeguata coerenza di pensiero e di azione. Non s’inventa un profilo politico, lo si costruisce nel rispecchiamento di una storia di valori e di ideali, dandone ragione come linea di condotta stabile e duratura. Senza radici non c’è futuro, sopravvive soltanto la presunzione del momento.

L’Italia negli ultimi trent’anni ha conosciuto, tra alti e bassi, una complicata stagione economica e politica. Invece di essere abbattuto, il debito pubblico è aumentato. Analogamente, l’annuncio di una democrazia più trasparente ed efficiente si è tradotto nel logoramento delle regole fondamentali, registrando per ondate successive l’esplosione di spinte separatiste, processi di radicalizzazione, combinazioni di populismi e sovranismi, tutto all’insegna della deresponsabilizzazione individuale e collettiva.

Il problema di un “nuovo centro”, spesso evocato e più spesso contestato, riguarda in ogni caso la necessità di un “taglio delle ali” – non dice nulla l’accordo CDU-SPD in Germania? – con la conseguente formazione di una maggioranza in grado di guidare l’Italia verso il ristabilimento di condizioni favorevoli alla reale governabilità del sistema. Di fronte a novità eccezionali occorrono soluzioni eccezionali, ricomponendo un quadro di consapevolezza e responsabilità, specialmente alla luce delle istanze dei ceti popolari.

I cambiamenti in corso proclamano l’urgenza di una strategia d’intervento sul futuro del lavoro, la riorganizzazione del welfare, la struttura dei consumi, il modello di fiscalità. S’annuncia l’inevitabile fatica che comporta la costruzione di un nuovo compromesso tra democrazia e capitalismo. Ciò implica la contromarcia rispetto alla cultura della disintermediazione, quando è passato il concetto di un rapporto semplificato nella filiera della rappresentanza e della organizzazione degli interessi. Torna in auge la funzione essenziale dei corpi intermedi, in particolare delle forme sindacali, perché altrimenti finisce per sgretolarsi la solidarietà che serve in questa complessa transizione epocale.

Su invito dell’amico sen D’Ubaldo, ho inviato al convegno il mio contributo al dibattito, quale componente del direttivo di Iniziativa Popolare che trascrivo:

“ Cari amici, l’iniziativa di Tempi Nuovi costituisce una tappa importante nel progetto di ricomposizione politica di quanti sono interessati alla difesa e attuazione integrale della Costituzione repubblicana, in un tempo in cui lo stato di diritto a livello internazionale è sottoposto al violento attacco di autoritarismi e autocrazie di diverso conio.

Il dominio esercitato dai poteri tecno finanziari nel mondo occidentale e l’autoritarismo diffuso in molte parti dell’emisfero orientale richiedono l’impegno politico della cultura cattolica, così come avvenuto al tempo della prima rivoluzione industriale con i Partiti Popolari interpreti nella città dell’uomo dei principi della dottrina sociale cristiana.

Oggi come allora, nell’età della rivoluzione informatica e dell’intelligenza artificiale, spetta a tutti noi il compito di tradurre nella politica, gli orientamenti indicati dalla nostra cultura popolare, democratica, liberale e cristiano sociale

L’Europa resta una delle ultime realtà istituzionali in grado di difendere questi principi che, anche in Italia, stanno subendo un pesantissimo attacco dall’attuale governo della destra nazionalista e sovranista.

Credo sia prioritario batterci per la nostra ricomposizione politica, superando la lunga stagione della diaspora, seguita alla fine politica della Democrazia Cristiana, premessa indispensabile per concorrere alla costruzione di un’alternativa all’attuale governo espressione della maggioranza di una minoranza del corpo elettorale. Un’alternativa da realizzarsi con quanto intendono con noi difendere e attuare la nostra Costituzione che resta il programma più avanzato e tuttora inattuato secondo quanto era nella volontà dei nostri padri fondatori.

Dare risposte ispirate dai principi di solidarietà e sussidiarietà alle classi medie produttive e ai ceti popolari è il compito che ci compite, per offrire una nuova speranza alle tante elettrici ed elettori che da molto, troppo tempo, disertano le urne.

Anche noi di Iniziativa Popolare siamo interessati a questo progetto, che vorremmo portare avanti insieme a voi di Tempi Nuovi e con le diverse realtà della nostra area sociale, culturale e politica, interessate a difendere e attuare integralmente la Costituzione a partire dagli articoli 49 e 53 garanzia di democraticità dei e nei partiti e della giustizia sociale in Italia.

Buon lavoro, dunque, e avanti sempre da Liberi e Forti, impegnati, come ci ha insegnato don Lugi Sturzo a servire la politica, che per San Paolo VI era e rimane “ la più alta forma di carità” per noi cristiani.”

La decisione assunta dagli amici di Tempi Nuovi- Popolari Uniti  contribuisce positivamente a sostenere il progetto di ricomposizione politica dell’area cattolico democratica, popolare, liberale e cristiano sociale. Ora dovremmo procedere insieme, a partire dalle realtà locali dove sia ovunque possibile, promuovendo momenti di dialogo e di unità tra le diverse posizioni presenti nella nostra area, in preparazione delle prossime scadenze elettorali comunali  provinciali e regionali.

Ettore Bonalberti

Venezia, 4 Aprile 2025

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