Una nota del PSI veneziano

I socialisti veneziani per Venezia.

Isole verdi nei campi

lettera aperta ai veneziani

e al sindaco di Venezia Simone Venturini.

Quest’estate ha fatto caldo. Le prossime faranno peggio. Non è una previsione azzardata,è già scritto nei dati. I campi più belli di Venezia sono anche i più caldi. Per esempio: Sant’Angelo, Santo Stefano, Santa Margherita, Santa Maria Formosa. Distese di tracheite, bellissime da vedere, roventi da attraversare a mezzogiorno. E la sera, quando il sole se ne va, la pietra restituisce tutto il calore accumulato. Il campo diventa un forno che si spegne piano. A Venezia esiste già la soluzione. Sono le vecchie fondazioni del ponte dell’Accademia. Nessuno le ha rimosse. Le hanno riempite di terra, piantate di fiori e alberi. Oggi sono uno degli angoli più belli della città. Proponiamo di fare lo stesso nei grandi campi veneziani. Recinti in muratura, appoggiati sulla pavimentazione esistente. Non ancorati, non scavati, non invasivi. Riempiti di terra, alberi, fiori. Piccoli, sopraelevati e chiusi per impedire usi impropri. La tracheite dei nostri campi è un bene storico e va rispettata. Per questo l’isola verde si appoggia sopra, non tocca sotto. È arredo urbano, non un cantiere. Si smonta in un paio di giorni, se serve. Costa poco. Si vede subito. E abbassa la temperatura. Non serve un miliardo di euro. Non serve un decennio di lavori. Serve buon senso, qualche fioriera, e la volontà di iniziare. Proponiamo un campo solo per iniziare. Misuriamo la differenza, prima e dopo. Se funziona – e funzionerà – lo mettiamo negli altri. Venezia ha già tutto quello che serve per rinfrescarsi: pietra, acqua, un po’ di terra. Basta metterli insieme.

Sezione del PSI della Giudecca.

Venezia, 12 agosto 2026

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