Un articolo di Daniele Malerba
Pubblicato il 10/08/2025
L’ accadere storico dei fatti non può essere colto mediante la sola osservazione della successione degli eventi ma si deve comprendere soprattutto attraverso l’analisi del pensiero che ha guidato questi eventi. Il successo o il fallimento di un’azione è, in effetti, un derivato del pensiero che questa azione ha guidato.
Così anche nell’analisi dell'evoluzione della Democrazia Cristiana, che fu considerato il più grande partito cattolico italiano del dopoguerra, non possiamo esimerci dall’ipotizzare che il suo percorso, a mio avviso alla fine fallimentare (perlomeno dalla morte di Moro in poi), fu determinato dal pensiero che reggeva la sua azione. Anzi probabilmente era già un destino inscritto nel suo pensiero originale.
Io sostengo che in realtà la DC non fu un partito cattolico ma un partito che aveva al suo interno alcuni valori cattolici a cui si ispirava, ma non era fondato solidamente sul cattolicesimo, e questo fu il suo errore fondamentale.
Qui però bisogna capire cosa intendo io per successo o fallimento. Dal punto di vista cattolico ritengo che il successo sia l’avere creato una società guidata dai valori cattolici e fondata su Cristo Re. Ma quali sono i valori cattolici? solo una volta definiti questi si possono individuare gli amici e i nemici delle persone.
In cima alla piramide degli obiettivi cattolici ve ne sono due di fondamentali: 1) servire, lodare e benedire Dio e 2) salvare le anime. Tutti gli Stati che non mettono al di sopra di ogni cosa questi due obiettivi fanno del male al proprio popolo, tradiscono la propria gente, tradiscono il proprio dovere e non si prendono cura delle necessità più importanti e fondamentali delle persone. Dice Gesù: “31Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? 32 Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. 33 Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.34Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.” (Mt 6,33).
Questo pone un limite fondamentale alla libertà di azione: se è possibile concordare mezzi e strategie per ottenere questi risultati non è possibile modificare gli obiettivi, pena il fallimento del senso proprio dello stato.
Ne consegue anche che ogni forza che agisce nell’agone politico, nel momento in cui si in contrappone agli obiettivi citati, di fatto opera contro i doveri dello Stato e da nemica del popolo.
Non va poi mai dimenticato che tutte le cose che accadono al mondo hanno un loro risvolto spirituale e che, di conseguenza, tutto ciò che opera contro la salvezza delle anime, in ultima analisi, è spinto dal demonio, cosa che va assolutamente considerata e di cui ci siamo proprio dimenticati, ricorda san Paolo: " 12 il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti." Ef. 6:12.
Qui arriviamo a quello che, a mio avviso, è l’errore fondamentale della Democrazia Cristiana: il concetto di liberalismo, da cui deriva la necessità vincolante di mediare per ogni cosa.
Questa necessità di mediare su ogni cosa, divenuta obbligo, ha compromesso, alla fine, anche i valori fondamentali, quelli definiti “non negoziabili”. Si è arrivati così a rinunciare in parte o in tutto alla sovranità di Cristo accontentandosi di una mediazione che, nella storia d’Italia si è rivelata completamente fallimentare rispetto agli obiettivi fondamentali, in cambio di una semplice “attenuazione del danno” che spesso si è rivelata solo apparente; ma (“a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca" diceva qualcuno) anche forse per conservare il proprio posto di potere ben pagato.
Ma così la Democrazia Cristiana si è messa nella condizione di non poter più portare avanti le proprie battaglie (non puoi accettare una mediazione e il giorno dopo contestarla) accettando una posizione di subordinazione al potere altrui (zittendo i dissenzienti sempre con la scusa di “attenuazione del danno”, sebbene oramai si era già perso tutto e non vi era una reale possibilità di attenuare un alcunché)[1].
Così inoltre ha perso propria quella identità che cattolica che proponeva di difendere e ha reso assolutamente inutile la propria presenza, sarebbe stato meglio su fosse messa all’opposizione ma fosse restata coerente piuttosto che al governo ma subalterna e obbligata non più a mediare dall’interno ma a subire e, alla fine, sostenere decisioni immorali (peraltro, come già osservato, legandosi le mani e impedendo una ulteriore azione futura).
Un ulteriore problema è che questo modo di operare parte dal presupposto che le uniche forze in gioco siano quelle delle relazioni umane e manca tutta la visione spirituale e mistica a favore di un'ottica solo orizzontale e socio-politica[2].
Il risultato ovvio di questa condizione è che la DC ha perso tutte le battaglie più importanti e si è trovata in posizioni assolutamente minoritarie e, di fatto, ha appoggiato (seppur involontariamente) i nemici del popolo.
La grande illusione è quella di poter mediare con i nemici delle anime e di poter ottenere “il male minore”, ma così non è stato.
Mi viene il il terribile pensiero che la DC fu, almeno nel suo ultimo periodo di esistenza, un “utile idiota”, funzionale alla dissoluzione delle residue vestigie della grandezza cattolica e della necessità della sua azione socio-politica, e che, una volta concluso il suo compito di dissoluzione del mondo cattolico, sia stata semplicemente fatta fuori.
Complici anche certi prelati e molti politici cattolici che coniarono l’idea che i cattolici dovessero disperdersi in altri partiti, come il sale e il lievito, essere una presenza discreta ma influente, ma che, infine, si rivelò una presenza che poteva fare tutte le sue battaglia a condizioni che, comunque, non facesse troppo rumore e garantisse di perderle sistematicamente: un sale senza sapore, un lievito senza forza, mentre le forze anticattoliche, fintamente amiche, prendevano il controllo preponderante di tutti i sistemi mediatici, culturali e scolastici, e vedevano salvaguardate le loro posizioni anche dai giornali cattolici oramai incapaci di distinguere amici da nemici.
Comunque dare la colpa alla sola DC Di tutto il disastro il sistema Italia mi sembra un po’ ingiusto e riduttivo, fu tutta l’Italia che decise a un certo punto per l’ateismo; bisogna quindi rendersi conto che il nostro paese è sostanzialmente un paese apostata, probabilmente travolto da quel pensiero profetizzato da Fatima: «Se le mie richieste saranno ascoltate, – disse la Madre di Dio– la Russia si convertirà e ci sarà la pace; altrimenti, diffonderà i suoi errori in tutto il mondo, causando guerre e persecuzioni della Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno annientate».
Lascio a voi, alla vostra ricerca personale, la valutazione sulla validità di questa mia ipotesi.
Non mi resta che proporre una soluzione che è molto semplice:
ricominciare una vera difesa culturale della fede, fare una proposta
apologetica veramente cattolica, riproporre i valori cattolici alla
società facendo aprire gli occhi alle persone sui danni fatti.
Ma questo non può essere fatto se gli intellettuali cattolici non
rientrano in se stessi, non smettono di farsi influenzare dalle idee
altrui, non imparano a distinguere tra ciò che è veramente cattolico e
ciò che è un tradimento del cattolicesimo. Ma, soprattutto, se non
cominciano a fare loro stessi una vera e profonda vita mistica e
spirituale e a pregare. Non si può avere una vera conoscenza della
realtà se non si ha fede e se non si è illuminati dallo Spirito Santo.
Suggerisco anche di recuperare tutto ciò che la Chiesa ha costruito
in 2000 anni evitando di soffermarsi solo sui documenti del post
vaticano II. Per questo bisogna ricostruire un nucleo intellettuale
culturalmente solido, coraggioso, combattivo ed efficace, che sappia
vincere veramente le battaglie cominciando da quelle culturali.
[1] Due esempi
su tutti sono le leggi sul divorzio (oggi lo sposarsi è diventato quasi
un disvalore e non si sposa più quasi nessuno), e la legge sull'aborto
(di fatto oggi ci sono moltissimi aborti senza nessun controllo
possibile, nessun impedimento, e, addirittura spesso si è
impossibilitati anche a porgere aiuto alle donne che sarebbero disposte a
tenere il bambino se fossero aiutate). Peraltro mi stupisce l'assoluta
subordinazione odierna di ogni voce morale a questa visione
assolutamente immorale e lo sforzo sistematico per impedire ogni
battaglia in difesa delle persone e delle anime (non possiamo mica
essere divisivi! Però possiamo essere benissimo uniti quando è ora di
lastricare di buone intenzioni le strade dell'inferno).
[2] Può essere interessante
rilevare che questo San Pio X, nella "Pascendi Dominici Gregis", quando
condannò l'eresia modernista ("cloaca di tutte le eresie") condannò
proprio l'idea che tutto poteva essere messo in discussione sulla base
delle necessità dell'uomo in un determinato periodo storico. Alcuni
commentatori sostengono che la DC fu la longa manus del modernismo.