Proposte per gli amici del Centro
Sono interessato agli esiti dei tentativi degli amici che si incontreranno a Milano il 18 Gennaio p.v. per attivare il movimento/partito di Comunità Democratica, come a quelli dell’amico Giorgio Merlo con Scelta Popolare per federarsi, come annunciato, con Forza Italia, in un’alleanza centrista finalizzata a promuovere la sezione italiana del PPE.
Come ho più volte ribadito, continuo a ritenere che sarebbe, in ogni caso, più utile e opportuno ripartire dalla base, con l’obiettivo di ricomporre politicamente l’area di ispirazione cattolica: democratica, liberale e cristiano sociale, partendo dalla condivisione di tre obiettivi prioritari:
- Riattivazione e difesa della legge elettorale proporzionale;
- NO al premierato e SI alla repubblica parlamentare anche nella versione del cancellierato;
- Attuazione integrale della Costituzione a partire dagli articoli 49, sulla democraticità nei partiti e 53, sul sistema fiscale progressivo nel nostro Paese.
A questi aggiungerei gli articoli, come mi suggerisce Paolo Maddalena, Vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, relativi agli interessi economici del popolo ed, in particolare, la proprietà pubblica, che è stata travolta dalle micidiali privatizzazioni.
Si tratta degli articoli 41,42, 43, la cui attuazione è indispensabile per tornare a un sistema economico che assicuri il lavoro e un minimo di sicurezza economica per tutti.
Aggiungerei, infine, quanto vado scrivendo da molto tempo, da profeta disarmato e medico scalzo, ossia il ritorno alla legge bancaria del 1936, per ristabilire la netta distinzione tra banche di prestito e banche di speculazione finanziaria. Una riforma dalle procedure semplici, basta una legge ordinaria, purché ci sia la volontà di opporsi allo strapotere degli hedge funds anglo caucasici/kazari, con sede operativa nella city of London e fiscale, a tassazione zero, nello Stato Usa del Delaware. Una volontà che sarebbe l’autentica cartina di sola dell’autonomia sovrana di uno stato nazionale e della stessa Unione Europea.
Non si comprende perché questa destra di governo, pronta a smontare la nostra Carta costituzionale, non abbia il coraggio di procedere sulla strada indicata nel 1936 da Beneduce ad imitazione della Legge Glass Steagall voluta negli Usa da Roosevelt, per superare la grave depressione economica americana del 1929. Inutile predicare sovranità nazionale, se non si ha il coraggio di affrontare questo nodo gordiano decisivo e riassumere così la piena sovranità monetaria a partire dal controllo e proprietà della stessa Banca d’Italia.
Mi auguro che anche gli amici che si riuniranno a Roma nei giorni 18 e 19 gennaio, come quelli del gruppo di Centro Democratico guidato dall’On Bruno Tabacci, uno dei più esperti di queste materie tra i politici di lungo corso, sappiano raccogliere queste indicazioni, per farle diventare parti decisive dei loro programmi per l’Italia. La DC, con la regia di Guido Carli, governatore di Banca d’Italia, per tutto il tempo dei suoi governi, quella legge del 1936 difese e conservò, a tutto vantaggio dei risparmi e degli investimenti di imprese e famiglie italiane. Ora servirebbe la stessa determinata volontà politica.
Ettore Bonalberti
Venezia, 11 Gennaio 2025
Condivido pienamente facciamo con altri amici iniziative locali con incontri e pubblicazione delle idee progettuali di cui sopra saluti a tutti gli amici.
Caro Armando nel Veneto ho sollecitato alcuni amici per tentare di farlo
Assolutamente condivisibile. Darei corpo anche all’art. 38.
Condivido e, infatti,propngo che il nuovo centro si possa alleare con quanti intendono veramente difendere e attuare integralmente la Costituzione. Non c’é programma più concreto e avanzato di quanto indicato dai padri fondatori della nostra Repubblica, oggi, ahinoi, nelle mani di coloro che quei fondamentali intendono stravolgere: dal premierato, alla magistratura, al diniego dei principi della giustizia fiscale