Costruiamo insieme il nostro programma
Da diverso tempo discuto da “osservatore partecipante” sulle condizioni culturali, sociali, economiche e politico istituzionali dell’Italia e sulle scelte, a mio parere, più opportune per corrispondere alle attese, soprattutto, del terzo stato produttivo e dei ceti popolari, in coerenza con i loro interessi e valori e una visione propria dell’umanesimo cristiano. Scrivo da molto tempo sulla necessità della ricomposizione politica dell’area DC e popolare. Premessa essenziale, confermata l’identità sui valori, resta la condivisione di un progetto politico programmatico all’altezza dei bisogni attuali dell’Italia. Mi permetto di suggerire alcune idee di programma sui cui aprire un confronto con quanti sono interessati al progetto. In estrema sintesi:
1. Riconferma della nostra storica alleanza europeista e occidentale, oggi messa a dura prova delle ondivaghe scelte della presidenza americana di Trump, con l’impegno a
costruire un’Unione europea di tipo federale, che sappia superare i limiti e le
contraddizioni del patto di Maastricht e del sistema delle decisioni all’unanimità, e che,
specie dopo questa tragica vicenda della guerra russo-ucraina, sappia organizzare una
propria force de frappe in alleanza con la NATO;
2. Conferma della costituzione repubblicana, piccoli adeguamenti a garanzia
dell’elettore/cittadino, nuovo rapporto Stato/Regioni con funzioni solo nazionali e
autonomia per tutti, da nord a sud, a gradi con verifiche pattuite per delega; più
attenzione, sanzioni certe e controlli degli atti pubblici;
3. Stato più efficiente, meno costoso, semplificazione ministeri, massima digitalizzazione;
dipendente pubblico un esempio positivo per il privato; meno dirigenti, più
responsabilità, più stipendio; riduzione dei passaggi; libertà di accesso e
autocertificazioni, ma controlli severi immediati sanzioni certe a valle; no flat tax
lineare, ma tasse più imposte sempre proporzionali al reddito familiare coerenti con i dettami dell’art 53 della Costituzione, ISEE per tutto su base biennale; una sola Camera legislativa; un Senato per alte questioni; meno regioni e più Macroregioni; Province più efficaci di aggregazione; Comuni confinanti aggregati, minimo 3000 abitanti per comune, massimo 4 fusioni;
4. Ambiente clima come primario obiettivo salute; contatti con associazioni propositive e
con soluzioni; niente barricate, ma progetti concreti urbani; puntare al 100% di mezzi
pubblici non inquinanti; uffici pubblici tutti con utenze non inquinanti da scuole a
comuni; fotovoltaico solo su tetti e aree già cementate; recupero ovunque acqua
piovana, più bacini; solo pompe di calore e solo auto in garage per nuove costruzioni;
5. Programma di politica attiva del lavoro non slegato da riforme fiscali e del cuneo
contributivo, oltre che con l’inserimento di una pensione autonoma integrativa legata a
quella previdenziale pubblica; uguaglianza contrattuale e stipendi uomini donne, di
genere, pubblici e privati; normare contratti regionali e specialistici; governare le
differenze fra imprese piccole e grandi; regime fiscale plusvalenze grandi imprese;
modello scolastico performante il lavoro; per certi aspetti fiscali e tributari il lavoro del
politico equiparato agli altri; diritti e doveri hanno lo stesso peso sociale e civile;
6. Riduzione perequazione sociale reddituale; reddito sociale minimo dopo severi
controlli individuali e di famiglia un ISEE per tutto (anche per diversi pagamenti);
assegnazione lavori di pubblica utilità servizio assistenza a chi percepisce un reddito
vitale; ripristinare a scuola l’educazione civica e morale e inclusione; tariffe e canoni in
base al reddito; reddito in base al ricavo lordo per tutti i lavoratori; sanità scuola
lavoro sono le uniche voci dello Stato (non delle macroregioni) che possono essere in
rosso o possono creare debito pubblico; più controlli preventivi e a valle con più forze
dell’ordine per strada in luoghi pubblici;
7. Famiglia prima figura sociale di educazione formazione, base essenziale della società,
da difendere e promuovere per le sue funzioni e aspetti personali e sociali
8. Valorizzazione dei corpi intermedi, indispensabili per un’autentica politica ispirata dai
principi della solidarietà e sussidiarietà
9. Europa sempre, ma meno burocrazia e costi fissi; più perequazione su certi temi: una
difesa unica; ufficio unico per affari esteri; fiscalità e tributi uguali in area euro in
proporzione produttività e redditività netta; tasse e imposte uguali per tutte le major
del web, energia, farmaceutica; contratti strategici unici; difesa della qualità a tavola;
lealtà e rispetto degli asset singolo paese; condivisione surplus finanziari;
10. Predisporre un piano nazionale industriale che manca da 40 anni partendo dagli asset
pubblici-privati e quelli privati (turismo, alimentazione, porti, meccatronica, acciaio …)
inalienabili, che siano reddituali o almeno autosufficienti; e anche un piano nazionale
agroalimentare che sia ambientale e strategico per le nuove generazioni;
11. Predisporre un piano economico nazionale sociale-civile-vitale legato alla sussidiarietà
attiva, sociale, civile, sussidiaria ecologica e ambientale, deve essere prioritaria in ogni
esercizio e campo al posto di quella solo monetaria e solo finanziaria, ritorno alla
economia reale in certi settori, chiudere le delocalizzazioni d’imprese, controllo e
tassazione delle mega rendite anche finanziarie e della gestione patrimoni e
assicurazioni da reinvestire nel sociale transizione ecologica,
12. Grande progetto integrato da più funzioni per i 2/3 del territorio italiano
montano/collinare più vulnerabile, svantaggiato, difficile, abbandonato che può
crollare a valle, ma anche premiato e autentico patrimonio culturale paesaggistico
nazionale che ha in sé già milioni di posti di lavoro e fare in modo che ritornino gli
occupati a fare impresa e servizi, dalle scuole ai pronto soccorso, dalle regimazioni
idrauliche all’antropologia di servizio;
13. Giustizia a misura del cittadino e non del magistrato; veloce, certo, equo; separazione
drastica delle carriere; autogoverno magistrati composto da meno membri più laici e
meno togati, non attivi; eliminare legame amministrativo legale fra politico e
magistrato; nessun rientro di carriera chi fa il politico; sanzioni esemplari per fuga di
notizie e veline di atti processuali di chiunque; carriere certificate con parametri
pubblici; nuovo processo penale, carceri più vivibili, più sanzioni amministrative e
servizi sociali al posto delle pene lievi, certezza assoluta e nessuna discrezionalità della
sentenza definitiva per i reati gravi
Tutto ciò avendo consapevolezza, che ciò che ci aspetta dopo la fine della sanguinosa guerra di
aggressione russa all’Ucraina, sarà particolarmente oneroso per le famiglie e le imprese,
permanendo l’esigenza di trovare le alternative alla nostra attuale dipendenza energetica dal
gas e petrolio russo e dal Gas naturale liquefatto USA, incrementando l’utilizzo delle energie alternative e delle disponibilità di gas del nostro territorio, nuove fonti di approvvigionamento internazionali, accanto allo sviluppo delle nuove tecnologie dell’idrogeno e del nucleare.
Prioritarie restano da risolvere con estrema urgenza: la ricostruzione della Sanità pubblica, la
digitalizzazione del Paese, l’edilizia scolastica, la conversione energetica, la sicurezza
idrogeologica del territorio. Suggerisco, infine, quanto ho già avuto occasione di esporre, ossia
che, per un’autentica ed efficace politica riformatrice tale da contrastare e battere lo
strapotere della finanza che ha sin qui reso subalterne ai propri obiettivi sia l’economia reale
che la stessa politica, sia indispensabile compiere le seguenti scelte di politica economica
finanziaria:
1. Obbligo di cessione al Tesoro dello Stato italiano da parte di Telecom Italia Sparkle
della proprietà dei cavi sottomarini, necessari alla comunicazione intranet dei movimenti
elettronici del denaro nel sistema bancario italiano (=abolizione della L.58 del 28 Gennaio
1992 e della Legge n. 35 del 29 gennaio 1992)
2. Controllo Statale sulla raccolta del risparmio tra il pubblico mediante compagnie
assicurative statali = abolizione del DPR n. 350/1985 firmato da Sandro Pertini
3. Obbligo di cessione da parte di Banca Intesa, Unicredit, Cassa Risparmio Bologna,
Carige e BNL del 51% delle loro azioni al Tesoro dello Stato Italiano al fine che lo Stato
italiano abbia, con 265 voti su 529, il controllo del 51% di Banca d’Italia (abolizione della L.82
del 7 Febbraio 1992), al fine che Banca d’Italia possa di nuovo dopo 25 anni tornare a vigilare
per impedire truffe sui derivati e su azioni/bond carta straccia, e per impedire anatocismo e
usura bancaria.
4. Reintroduzione della Legge Bancaria del 1936 (abolizione del decreto legislativo n.
385/1993):
5. SEPARAZIONE TRA BANCHE DI PRESTITO (loan bank) e BANCHE SPECULATIVE
(investment bank) : abolizione del d.lgs n.481/1992 firmato da Giuliano Amato, Barucci e
Colombo. Automatica re-introduzione della contabilità bancaria esistente prima del 31 Luglio
1992 (abolizione del Provvedimento di Banca d’ Italia del 31 Luglio 1992 firmato da Lamberto
Dini al fine di fermare l’evasione fiscale verso i fondi speculatori petroliferi kazari proprietari
della City of London e sede fiscale a tassazione zero nello stato USA del Delaware)
6. Divieto di prestare denaro creato con un clic elettronico anziché raccolto tra il
pubblico
7. Riduzione del capitale flottante di Banca Intesa, Unicredit, Cassa Risparmio Bologna,
Carige, BNL e di ogni altra società italiana strategica quotata in borsa (ENI,…) dall’attuale
85% del capitale totale, al 15%, al fine di evitare scalate da parte dei fondi speculatori
petroliferi kazari.
8. Divieto di vendite allo scoperto (divieto di short -selling) sia di tipo naked (presa in
prestito di titoli inesistenti per es. di MPS per farle crollare, le uniche finora vietate dall’UE) e
di quelle piene. Divieto in sostanza di ogni tipo di vendita allo scoperto contro titoli di società
italiane quotate alla borsa di Milano.
9. Abolizione del CICR (è l’ufficio di controllo occulto di Banca d’Italia)
10. Conferire il potere ISPETTIVO sia a Banca d’Italia che alla Consob, in aggiunta a quello
di vigilanza
11. Separare la Consob dal controllo di Banca d’Italia al fine di avere un organo ispettivo
indipendente. Possibilità anche per la GDF e per la Polizia di Stato di compiere ispezioni in
materia finanziaria, in materia di borsa.
12. Divieto per famiglie, imprese ed enti locali italiani di sottoscrivere derivati sulla
valuta(=abolizione del DPR n.556/1987 emesso su proposta del Ministro del Tesoro Giuliano
Amato) e derivati sul tasso (=abolizione del D.M. del Tesoro n. 44 del 18 febbraio 1992
firmato da Mario Draghi)
13. Divieto al Governatore di Banca d’Italia di variare il tasso ufficiale di sconto (abolizione
della L.n. 82 del 7 Febbraio 1992) al fine di evitare le truffe sui derivati sul tasso
14. Divieto di anatocismo nei conti correnti, leasing, mutui, prestiti con cessione del quinto e
in ogni altra forma di prestito
15. Abolizione del piano di ammortamento alla francese, lecito solo il piano di
ammortamento all’italiana (quote capitali sempre uguali).
16. Divieto di usura oggettiva (supero tasso soglia) e divieto di usura soggettiva (supero
tasso medio). Introduzione della rilevanza immediatamente penale anche del supero del tasso
medio indipendentemente dalla situazione di difficoltà economica-finanziaria del soggetto
cliente
17. Abolizione della disciplina fondiaria ex art 38 e seg. TUB
18. Riforma del Tribunale delle Esecuzioni immobiliari sulla prima casa e sull’immobile
sede dell’attività: divieto di esecuzione immobiliare sulla prima casa e sulla sede dell’attività,
obbligo di prolungamento del mutuo, in caso di difficoltà, ad un tasso massimo pari al tasso
d’inflazione. Divieto di neutralizzazione del Fondo Patrimoniale (è una figura giuridica
prevista dal 1936 a tutela della famiglia italiana).
19. Divieto di concentrazione immobiliare diretta o per interposte persone (massimo 3
immobili) in soggetti posti in qualsiasi ruolo e funzione del Tribunale addetti all’esecuzioni
immobiliari e nella sezione fallimentare.
Divieto di concentrazione immobiliare diretta o per interposte persone (massimo 3
immobili) nell’avvocato e dottore commercialista della curatela fallimentare, dei sequestri
immobiliari e quali procuratori per le banche nelle esecuzioni immobiliari e nel custode e
nel notaio delle esecuzioni immobiliari
20. Creazione della Procura Nazionale contro i Reati finanziari commessi da soggetti
speculatori esteri, con distaccamento in ogni DDA, collegata all’INTERPOL e per la
prevenzione di attentati terroristici e jihadisti da parte dei fondi speculatori atti a riottenere il
controllo privato delle banche italiane e dell’Ente dell’Energia italiano
21. Obbligo di almeno cinque Parlamentari di ogni forza politica di partecipare all’
Assemblea Annuale di Approvazione del Bilancio delle banche italiane azioniste di
maggioranza di Banca d’Italia, in quanto vero governo del sistema e termometro della salute
del paese.
Spero che questi miei contributi possano servire ad avviare un proficuo dibattito, dal quale si
possa giungere a un possibile accordo sul programma, indispensabile pre condizione per gli
sviluppi politico organizzativi successivi.
Ettore Bonalberti
Venezia, 3 Maggio 2025