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Stato dell’arte

Riporto quanto descritto in maniera rigorosa dal Dr Alessandro Govoni, esperto finanziario, già CTU presso il Tribunale di Cremona: va premesso  che l’On Villarosa del M5S, allora componente della commissione finanze della Camera, presentò una domanda ( Marzo 2017) al ministro del tesoro per conoscere l’esatta situazione della proprietà di Banca d’Italia:

questa la domanda dell’On Villarosa

questa la risposta del ministero:

da essa si evince che la proprietà di Banca d’Italia non è più in mano pubblica, ma degli hedge funds anglo caucasici/kazari, con sede operativa nella city of London e fiscale a tassazione zero nello stato USA del Delaware. D’altra parte, come è ben noto, lo Stato aveva la proprietà solo del 74% del patrimonio bancario italiano (Comit privatizzata nel 1993 divenuta Banca Intesa   e Banco di Roma e Credito italiano privatizzate nel 1993 divenute inglobandole Unicredit. Quelle banche,  quasi fallite o fallite,  erano tutte Casse di Risparmio  o  Banche Popolari, cioè il restante 26% del patrimonio bancario italiano, erano tutte private e di proprietà dei luterani Rothschild / Rockfeller  che le avevano depauperate  truffando milioni dei loro piccoli  azionisti. Le deleghe di quei fondi speculatori sono nelle mani dello studio Trevisan di Milano come confermato dalla risposta del Ministro all’interrogazione dell’On Villarosa.

Tutti le leggi e i decreti ti citati: 

  1. legge Amato 218/1990
  2. decreto Carli  356/1990
  3. TUB Testo Unico Bancario  1993 
  4. Legge Ciampi 1996
  5. Decreto Ciampi 1998

 hanno portato di fatto al controllo al 100%  di Banca Intesa e Unicredit da parte dei fondi speculatori dei Rothschild Rockfeller,  che hanno  truffato e vessato decine di milioni di clienti di queste due banche con anatocismo, usura, derivati, azioni e obbligazioni carta straccia fatte sottoscrivere come ricatto per avere un prestito. Il sistema di banca universale ha portato solo di fatto che tastiamo con mano   a un gravissimo  impoverimento della classe media italiana  e ad un arricchimento enorme delle note famiglie luterane di origine tedesco orientale attraverso il loro sistema di fondi speculatori,  banche di affari e banche commerciali  controllate al 100%. Da questa premessa, consultatomi con alcuni esperti economico-giuridico-finanziari ho condiviso queste indicazioni per la riforma del sistema bancario e finanziario italiano, la cui premessa essenziale è il ritorno alla legge bancaria del 1936, la quale stabiliva la netta separazione tra banche di prestito e banche di speculazione finanziaria, sul modello della Legge USA Glass Steagall, approvata in America per porre rimedio alla grave crisi del 1929. Tale legge fu sempre difesa dalla DC e dal governatore di Banca d’Italia, Guido Carli. Ovviamente questa netta separazione per essere concretamente efficace richiede un sistema di verifica e controllo rigoroso, al fine di evitare ciò che è potuto accadere in alcune banche del Veneto, di prestito di nome ma che hanno esercitato di fatto anche il ruolo di banche di speculazione finanziaria, truffando e/o vessando i propri clienti.

Eccoti in sintesi le mie proposte:

Sono quelle che avevo reiterato agli amici di Iniziativa Popolare senza alcun riscontro. La situazione oggi è ancor più complicata dalla guerra della Finanza che si è scatenata negli USA con Trump, giocatore al fianco di uno dei due contendenti, come ha ben descritto il prof Alessandro Volpi nel suo libro: La guerra della Finanza-Editori Laterza che consiglio di leggere.

Questo è lo stato dell’arte e, credo, che accanto ad alcune delle indicazioni di programma come quelle da me esposte ( essenziale il ritorno alla legge bancaria del 1936, per la quale basterebbe un voto parlamentare……?!)  a noi cattolici servirebbe un netto cambio di paradigma in linea con “ l’economia di Francesco”, della economia civile di Bruni-Zamagni e, partendo dal basso, dalle proposte degli amici di WorldLab di Venezia (https://www.worldlabnetwork.org/)

Ettore Bonalberti

Venezia, 18 novembre 2025

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