Dazi storici ieri e oggi
Riceviamo dall’associazione Articolo 53 l’articolo che pubblichiamo
LA STORICA LOTTA DI CLASSE FISCALE ESISTE ANCORA? SI!!!
Ne parlava e scriveva l’ On.le Giovanni Giolitti( liberaldemocratico) e Presidente del consiglio dei ministri del 1901 in una lettera alla Stampa del 23 settembre del 1900.
Si parla dei dazi e di altri tributi sui consumi ( oggi IVA e Accise)!
” Il paese,dice l’ On. le Sonnino, è ammalato politicamente e moralmente, ed è vero: ma la causa più grave di tale malattia è il fatto che le classi dirigenti spesero enormi somme a beneficio proprio quasi esclusivo e vi fecero fronte con imposte, il peso delle quali cade in gran parte sulle classi più povere; noi abbiamo un gran numero di imposte sulla miseria:
il sale, il lotto, la tassa sul grano, sul petrolio, il dazio sui consumi, ecc.; non ne abbiamo una che colpisca esclusivamente la ricchezza vera; perfino le tasse sugli affari e le tasse giudiziarie sono progressive a rovescio!
Quando proposi la riforma tributaria che aboliva i tributi sui consumi di prima necessità, per evitare deficit di bilancio, chiesi che esso sarebbe stato sanato con l’imposizione di oneri fiscali maggiori sulle classi più ricche.
Ma da parte di queste classi sorse una ribellione assai più efficace contro il governo che quella dei poveri contadini siciliani; e l’Onorevole Sonnino, andato al governo dopo di me, dovette provvedere alle finanze rialzando ancora il prezzo del sale e il dazio sui cereali.
Io deploro quanti altri mai la lotta di classe; ma, siamo giusti, chi l’ha iniziata”?
Madri e Padri Costituenti avevano pensato a tutto ed anche a come eliminare questa ingiustizia che penalizzava in modo grave e pesante le classi sociali meno abbienti.
Pensate che a quell’epoca,era il 23 maggio 1947,era in vigore una IGE (Imposta Generale Entrata) al 4% introdotta nel 1940 per finanziare la guerra!!
DOPO 110 ANNI DA GIOVANNI GIOLITTI
Editoriale di Eugenio Scalfari di domenica 5 settembre 2010: IL FISCO CLASSISTA CHE BLOCCA IL PAESE.
“Ci sono 200 mila precari nella scuola che per decisione del ministro Gelmini saranno lasciati con il sedere per terra.
Ci sono 500 mila lavoratori che si troveranno di fronte a problemi occupazionali. ci sono molte aziende che occupano 14 mila dipendenti che rischiano la chiusura. questo è il quadro. tutto in ordine ministro Tremonti?(Toh senti chi c’era ma c’era anche nel 1992 con la MINIMUM TAX ed i “redditi concordati” che vengono riproposti oggi dal governo Meloni!)
Le risorse ci sono, bisogna trovarle. La prima via da perseguire riguarda la lotta all’evasione fiscale che in gran parte si identifica nel mercato sommerso. Esiste, infine, un’altra via da percorrere per recuperare le risorse ed è il trasferimento del carico fiscale dalle fasce deboli alle fasce opulenti e dal reddito al patrimonio.
In un paese dove le disuguaglianze sono enormemente aumentate negli ultimi venti anni, una operazione del genere dovrebbe essere fatta ma la casta politica fa finta che sia impraticabile. Diciamo che non è popolare perchè colpirebbe in modo continuativo le corporazioni più potenti, le clientele più spregiudicate e una fascia di elettori preziosa per l’attuale maggioranza.
La verità è che la politica fiscale in atto ha connotati tipicamente classisti, colpisce in basso anzichè in alto ed ha di fatto trasformato la progressività fiscale in una vera regressività ( On.le Scoca relatore art.53 Ass. Cost. 23 maggio 1947) con tanti saluti al principio costituzionale.
Eppure una modifica fiscale nel senso di un ritorno, al principio della progressività contribuirebbe fortemente al rilancio della domanda e della crescita.
Contribuirebbe altresì al taglio effettivo degli sprechi e all’aumento della competitività.
Però non sta scritta nelle tabelle di questo governo, perciò fino a quando non ci saranno mutamenti politici sostanziali la finanza e la fiscalità classiste resteranno inalterate, con buona pace per chi sostiene che la lotta di classe non esiste più”!
( Questa ultima frase è uguale a quella di Antonio Giolitti del 23 settembre 1900)!!
ELUSIONE ED EVASIONE FISCALE NON E’ UN ACCIDENTE DELL’OGGI E UN PO’ DI MEMORIA STORICA NON GUASTA!
E’ UNO STORICO PATTO POLITICO E SOCIALE ORGANIZZATO SCIENTIFICAMENTE DALLA STORICA CLASSE DIRIGENTE PER AVERE IL VILE CONSENSO POLITICO OSSIA IL VOTO DI SCAMBIO!
Dall’On.le ministro del tesoro Filippo Meda del 1920 al 2024 dell’ex Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini
Un pò di memoria storica non guasta ma che “tutti gli addetti ai lavori conoscono benissimo”!
L’EVASIONE FISCALE E’ STORICA! ANCHE CON FLAT TAX!!!
“I contribuenti titolari di redditi fissi sono tassati fino all’ultimo centesimo; mentre, invece, il reddito dei professionisti, degli industriali e commercianti privati sfugge sempre, talvolta in notevole parte e talvolta interamente, al dovere tributario”
La classe dirigente non pagava le tasse e le facevano pagare ai poveri!
Sembra parlare di oggi ma invece è……
l’On.le Filippo Meda, Ministro del tesoro nei governi Boselli e Orlando durante gli anni della Prima Guerra Mondiale ed era scritta nella sua proposta di riforma dei tributi diretti nel 1920.
Ancora interventi del Dc Ezio Vanoni al PCI Enrico Berlinguer- Ernesto Maria Ruffini ex Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Sintetici e significativi interventi del Costituente On.le Salvatore Scoca – di Don Lorenzo Milani –
MADRI E PADRI COSTITUENTI APPROVANDO ALL’UNANIMITA’ L’ARTICOLO 53 DELLA COSTITUZIONE,MA MAI ATTUATO, VOLLERO METTERE E MISERO LA PAROLA FINE A ELUSIONE ED EVASIONE FISCALE COME DIMOSTRANO QUESTE STORICHE CITAZIONI!
Padri e Madri Costituenti con questo articolo composto di poche parole di perfetto italiano intesero coniugare esigenze di giustizia sociale con ragioni di dottrina economica!
“Tutti ( compresi gli stranieri) sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. (Non del reddito)
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. (Sistema tributario sta per i tributi diretti ed indiretti sui consumi)
Ecco la memoria storica
(On.le Salvatore Scoca Relatore Articolo 53 , Assemblea Costituente, 23/05/1947)
.. Ma, lasciandosi guidare da un sano realismo, non si può negare che una Costituzione la quale, come la nostra, si informa a principi di democrazia e di solidarietà sociale debba dare, al posto dell’attuale sistema tributario,di fatto proporzionale, la preferenza al principio della progressività”.
“Possiamo mantenere i tributi indiretti sui consumi anche come base di calcolo per accertare i redditi effettivi dei contribuenti e la relativa capacità contributiva nell’effettiva consistenza su cui applicare il criterio della progressività”.
Stavano usando la parola “effettiva” e non “forfettaria”
(4) (Ancora l’On.le Salvatore Scoca Relatore Articolo 53 , Ass. Costituente, 23/05/1947)
”Non è questo il momento più opportuno per attuarla, ma credo necessario che si inserisca nella nostra Costituzione, in luogo del principio enunciato dall’articolo 25 del vecchio Statuto, un principio informato a un criterio più democratico, più aderente alla coscienza della solidarietà sociale e più conforme alla evoluzione delle legislazioni più progredite.
La progressività deve essere effettivamente operante.
Si può discutere sulla misura della progressività. Non sul principio”.
N.B. Il riferimento alle legislazioni più progredite era soprattutto a quella degli USA che aveva aliquote progressive dal 4% al 75% introdotte in occasione del New Deal di Franklin Delano Roosevelt e portata al 95% nel 1945!
New Deal che aveva Keynes come programma economico e sociale per i “massicci investimenti statali” finanziati con riforma la fiscale sopra citata.
( On.le Salvatore Scoca relatore Articolo 53, Ass. Costituente, 23/05/1947)
“..se esaminiamo la nostra legislatura ( dello statuto Albertino ndr..) accanto alle normali leggi d’imposta ci sono eccezioni, troppe differenze di trattamento tra classi di cittadini ed altri classi, tra varie categorie di contribuenti lesive dei principi di uguaglianza e di solidarietà presenti in questa prima parte di Costituzione. Queste gravi mende della nostra legislatura vanno eliminate con una radicale riforma del nostro sistema tributario”
Le differenze di trattamento sono ancora in vigore ed in violazione degli articoli 3 e 53 della Costituzione!
L’On.le Ezio Vanoni,protagonista all’Assemblea Costituente nell’ avere proposto di mettere a tassazione i redditi effettivi, nel gennaio del 1949 denunciava:
“ Il fenomeno dell’evasione fiscale oggi si verifica su di una scala preoccupante e compromette un’equa ripartizione dei carichi tributari. In una simile situazione la pressione fiscale diviene vessatoria e veramente insopportabile per gli onesti e per le categorie dei contribuenti che non possono sfuggire all’esatta determinazione dell’imposta per motivi tecnici”.
E’ chiaro che quelle categorie erano, come lo sono oggi, i lavoratori dipendenti e pensionati che avevano la ritenuta complementare sui salari e sulle pensioni.
(Pochi giorni prima di lasciarci era il 6 giugno 1984 in occasione delle elezioni europee del 1984,poi vinte dal PCI).
Il grande e Umile Enrico Berlinguer rispose con queste semplici parole di alto valore Etico e Morale alla domanda della rivista Europa sull’allora legge di bilancio in discussione in parlamento e l’altra,sulle elezioni europee, di Eugenio Scalfari nel 1983.
Contro l’austerità e contro elusione ed evasione fiscale perchè: “Noi non siamo per una finanza allegra. Per investimenti possiamo anche andare in deficit, ma prima occorre che tutti paghino le tasse”.
” C’è un rapporto stretto fra il voto europeo e la situazione politica italiana?”,rispondeva;
” Certo. Soprattutto nel senso che dobbiamo portare in Europa l’immagine e la realtà di un Paese che non sia caratterizzato dalla P2,dalle tangenti, dall’evasione fiscale e dalla iniquità sociale qual’è quella che si è vista col decreto che taglia i salari, per portare invece nella Comunità europea il volto di un Paese più pulito, più democratico, più giusto”.
Un bel programma elettorale,chiaro,trasparente come lo sguardo del politico che lo aveva espresso!!
Cosa c’è di simile oggi? NIENTE!!!
SULLA PACE FISCALE DI SALVINI E DELLA DESTRA STORICA PARLAVA L’EX DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE ERNESTO MARIA RUFFINI
“SONO 1153,1 I MILIARDI EVASI ED ACCERTATI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE MA ANCORA DA INCASSARE DAL 2001 AL 2022”!
Ancora Maria Ernesto Ruffini : “Il contrasto all’evasione non è volontà di perseguitare qualcuno ma un fatto di giustizia verso chi le tasse le paga sempre fino all’ultimo centesimo”.Poco sotto prosegue Ruffini in vivace polemica con Salvini
Considerazione del Centro Studi dell’Associazione Articolo 53.
Questi 1153,1 miliardi evasi rappresentano circa la metà del nostro debito pubblico,sul quale ogni anno ci paghiamo circa dai 60 ai 70 miliardi (dipende dallo SPREAD) di interessi!
Hai voglia a lavorare….ma il fallimento del paese,ai danni delle persone meno abbienti, è assicurato!
CHI CI PENSA???
PACE FISCALE E GUERRA FISCALE CHIESTA E FATTA DA COLORO CHE STORICAMENTE E PERMESSIVAMENTE,CON LEGGI APPROPRIATE PER PURO E VILE “VOTO DI SCAMBIO”, ELUDONO ED EVADONO LE TASSE PER IL LORO CONCORSO ALLE SPESE PUBBLICHE DI CUI GODONO ANCHE LORO RISULTANDO DEI POVERI MERITEVOLI DELLA CARITAS!!
COME DETTO SONO 1153,1 I MILIARDI EVASI ED ACCERTATI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE MA ANCORA DA INCASSARE DAL 2001 AL 2022!
Ma con l’attuale organizzazione amministrativa,poco personale, l’Agenzia delle Entrate fa solo il 10% dei controlli sulle dichiarazioni dei redditi fatte!
>>DALL’ANNO 1861 AD OGGI SONO STATI CONCESSI 83 CONDONI FISCALI>>
ED AVEVANO,ANCHE ALLORA,LA FLAT-TAX<<
CARTELLE ESATTORIALI SPEDITE DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE PER 22,3 MILIONI DI CONTRIBUENTI RELATIVI A 1.153 MILIARDI EVASI ED ACCERTATI MA NON INCASSATI CHE SONO A APPENA IL 10% DELLE DICHIARAZIONE DEI REDDITI POI, TRA QUESTI, CI SONO QUELLI CHE LA DICHIARAZIONE PROPRIO NON LA FANNO!
Il 23 maggio 1947 i nostri/e Padri e Madri Costituenti, con la decisione di accertare redditi e capacità contributive effettive avevano consegnato al legislatore ordinario la chiave di volta per dare progressività al sistema tributario nel suo complesso ( tributi diretti ed indiretti sui consumi- On.le Ruini Presidente commissione dei 75 per redigere la Costituzione. Ass. Cost. 23 maggio 1947-) e per evitare elusione ed evasione fiscale.
Cosa dobbiamo pensare dell’aumento delle “accise” e dell’IVA in specie sui prodotti petroliferi e sui neonati e neo mamme?
E’ lotta di classe?Chi ne risentirà maggiormente? Coloro che sono meno abbienti oppure coloro che sono più abbienti?
Per risolvere i nostri gravi problemi economici è urgente una riforma tributaria in senso costituzionale che redistribuisca il carico fiscale dai ceti meno abbienti ai ceti più abbienti e rendere progressivo l’insieme del sistema tributario!
VENIAMO ALL’OGGI!
Questa è una storia che interessa non meno di 30 milioni di persone in carne ed ossa(oggi solo in ossa)!
I VARI DEF E,COME DIMOSTRATO DA SEMPRE, GLI AUMENTI DELL’IVA!
Chi si interessa di questa evoluzione fiscale che massacra le classi lavoratrici, i pensionati ed i precari di tutti i tipi?
Da sempre,fin dagli inizi del 1900, le classi dirigenti hanno privilegiato le tasse indirette sui consumi perchè :
” è così che i ricchi riescono a fare pagare le tasse ai poveri senza che loro se ne avvedono”! Don Lorenzo Milani.
Ma poi, dall’Ass. Cost. venne approvato,il MAI attuato, articolo 53 che rendeva tutto il sistema tributario progressivo!
ECCO LA SUA STORIA!
L’IVA,tassa indiretta che penalizza in modo grave le classi meno abbienti, è passata da una media per i prodotti di 1a e 2a necessità del 6% del 1974 ad una media del 16% del 2018! Cioè è aumentata del 300%!
Nel 1974 i prodotti di lusso avevano una aliquota IVA del 38% ed oggi è ridotta al 22% mentre, un prodotto di 1a necessità così come tanti altri tipo camomila e sale marino, la carta igienica dal 4% è salita al 22% equiparandola ai prodotti di lusso!
Così mentre mangi il pane al 4% quando lo rifai paghi il 22%!
Se metti 1 litro di carburante paghi,tra IVA e Accise, circa 1 euro di tasse ma con una sostanziale differenza tra te che lo metti nel tuo motorino e colui che lo mette nella sua auto di lusso.
Infatti mentre il proprietario dell’auto di lusso,intestandola, alla sua impresa ne deduce tutte quante le spese dal reddito d’impresa e quindi anche dal suo reddito personale risulta più ridotto e pagherà una minore Irpef se non è addirittura in flat tax mentre tu non deduci un bel niente e pagherai la solita Irpef progressiva ed al contempo ricevi un bel calcio nel sedere!
L’Irpef,tassa diretta sui redditi, nel 1974 aveva una aliquota minima del 10% ed una massima del 72%.
Oggi nel 2024 la minima è aumentata al 23% e la massima si è ridotta al 43%!
Questi storici fatti si possono definire “ lotta di classe”?
Le classi meno abbienti hanno avuto un aumento fiscale sia con l’IVA sia con l’Irpef, che sta massacrando il suo potere d’acquisto e ciò blocca qualsiasi tipo di crescita ed ha creato e crea una colossale disoccupazione o sottoccupazione mal pagata e sfruttata!
Mentre le classi più abbienti hanno avuto una riduzione di 30 punti di Irpef, ma questo aumento del loro potere d’acquisto non compensa,certamente quello ridotto, in modo colossale, delle classi meno abbienti che sono numericamente molto superiori rispetto a quelle più abbienti!
Tanto per la giustizia fiscale e sociale di cui all’articolo 3 della Costituzione!
Il tutto, è in violazione degli articoli 2 -3 e 53 della Costituzione!
Per avviare la ripresa economica occorre capovolgere questa situazione!
Come?
Attuando le politiche economiche e sociali scritte in modo chiaro e non interpretabile da parte di nessuno nella Costituzione iniziando dal suo articolo 53!
SIAMO TORNATI ALLA FLAT TAX DEL 1800 CHE RENDE ANCORA DI PIU’ INCOSTITUZIONALE L’ATTUALE SISTEMA TRIBUTARIO!
ESEMPIO APPLICATIVO ATTUATIVO DELL’ Articolo 53 della Costituzione…. che se attuato protegge il potere d’acquisto del monte salari-stipendi-pensioni per cui coniuga esigenze di giustizia sociale con ragioni di politica economica redistributive di reddito e di garanzia in modo strutturale e gratuito,senza alcun ticket,dei diritti sociali collettivi scritti nella Costituzione!
Segue link!
Questo link dimostra in modo chiaro e disarmante come sia il principio di Capacità Contributiva il vero oggetto dell’imposizione su cui applicare il criterio della progressività “che sia tale da eliminare l’ingiustizia sociale provocata dai tributi sui consumi”On.le Salvatore Scoca relatore a nome di tutti i partiti dei 2 commi dell’articolo 53 della Costituzione!
Mette la parola fine alla storica elusione ed evasione fiscale concessa, alle storiche caste sociali ed economiche, dalla storica classe dirigente per puro e Vile consenso politico ed elettorale!
Il contenuto del Link è la vera riforma fiscale perchè basato sulla discussione avvenuta in sede di Assemblea Costituente il giorno 23 maggio 1947 ripresa dal relativo verbale n° 130.
Illustra il Costituente relatore On.le Salvatore Scoca. Chi può farlo meglio? Al tempo stesso era anche sottosegretario al tesoro del governo Alcide De Gasperi e componente dell’avvocatura dello stato.
Articolo 53 Costituzione.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Questo il link per leggere la proposta attuativa per farlo rendere vivo nella vita quotidiana delle persone!
A cura del Centro Studi dell’Associazione Articolo 53 per attuare la Costituzione presso Circolo ARCI Raffaello Andreoni (Partigiano) Firenze.
Se concordate diffondete così facciamo Informazione………..Controinformando al pensiero Unico Liberista ed incostituzionale!!! Roberto
Chiediamo la sua applicazione!
Roberto Innocenti Torelli
Presidente Associazione Articolo 53
Salvatore Scoca – Meuccio Ruini
Per attuare la Costituzione
Firenze
A questo articolo gli amici dell’associazione Articolo 53 hanno accompagnato una lettera inviata a Repubblica il 10 settembre 2019 ancora di particolare interesse, a cura di Milani Luca
“La riforma fiscale più rivoluzionaria? Attuare l’art. 53 della Costituzione!
Metti una sera d’estate al Circolo Andreoni, tra un caffè freddo ed una zanzara, una lunga conversazione tra l’amico Roberto (Associazione Articolo 53) ed il presidente del Consiglio Comunale di Firenze. Perchè mai nel nostro paese ogni Governo vuol fare una riforma fiscale e non risolviamo mai il problema? Perchè siamo tra i paesi europei con la percentuale di evasione stimata più alta? A queste ancestrali domande mi ha risposto Roberto con lucidità inaudita:
Occorre un nuovo sistema tributario che metta al centro la persona umana con la sua reale vita economica fatta di ricavi e di spese. Se rileggiamo oggi l’art. 53 della Costituzione possiamo immediatamente comprendere quanto siamo andati lontano da quanto previsto dai nostri avi:
“tutti (quel tutti sta per stranieri, occupati, disoccupati ma oggi anche per le grandi imprese e le multinazionali della G-economy), concorrono alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
Questo sistema indirizzo costituente, nel tempo si è sempre meno informato alla regola della progressività.
Se poi consideriamo che più dei tributi diretti, rendono i tributi indiretti e questi attuano una progressione al rovescio, in quanto, essendo stabiliti prevalentemente sui consumi (vedi benzina, IVA sui beni ecc), gravano maggiormente sulle classi meno abbienti, si vede come in effetti la distribuzione avvenga non già in senso progressivo e neppure proporzionale, ma proprio in senso regressivo, per cui il peso fiscale del ricco è assai inferiore a quello del povero che per una Costituzione come la nostra, che vuol essere di equità sociale e di solidarietà, rappresenta una grave ingiustizia a danno delle classi più povere.
Questa grave ingiustizia sociale deve essere eliminata con una radicale, coraggiosa, definitiva riforma tributaria che ponga al centro il reddito globale personale effettivo, solo in questo modo sarà possibile che l’onere tributario di ciascuno sia effettivamente informato a criteri di progressività.
Pensare ad una sola aliquota (ma anche due o tre) vuol dire andare nella direzione sbagliata.
E’ necessario ribaltare il paradigma attuale:
Mario che ha 10.000 euro di reddito e paga una aliquota del 10% si troverà con 9.000 euro da impegnare per i suoi bisogni privati, mentre Giulio che ha 100.000 euro di reddito, dopo aver pagato la stessa imposta del 10% si troverà con una disponibilità di 90.000 euro.
E’ evidente che per pagare l’imposta il 1° contribuente supporta un sacrificio ben maggiore del 2° e quindi sarebbe equo alleggerire il carico al primo e rendere un po’ meno leggero quello del secondo. Si può discutere sulla misura della progressività! No sul principio!
Non si può negare che il cittadino, prima di essere chiamato a corrispondere una quota parte della sua ricchezza allo Stato, per la soddisfazione dei bisogni pubblici, deve soddisfare i bisogni elementari di vita suoi propri e di coloro ai quali deve provvedere.
Quindi occorre pensare a qualcosa di rivoluzionario e cioè che l’oggetto dell’imposizione fiscale sia la capacità contributiva e non il reddito.
La capacità contributiva di fatto è l’applicazione della deduzione delle spese primarie e sociali effettive occorrenti per riprodurre il reddito di giorno in giorno ma che non rappresentino un lusso.
Inoltre la progressività dell’imposizione deve OVVIAMENTE riguardare l’insieme dei tributi pagati allo Stato, IVA, ACCISE, IRPEF ed altri tributi diretti. Cosa c’è di più ingiusto di pagare tutti allo stesso modo L’IVA? Queste tasse, prendiamo le ACCISE, sono pagate allo stesso modo sia da quello che va in Ferrari che da quello che usa la Panda e di chi viaggia su un semplice motorino.
Quindi altro che Flat tax!
Peraltro abolita mirabilmente da Madri e Padri costituenti nel 1947 che con poche parole in perfetto italiano seppero coniugare esigenze di giustizia sociale con ragioni di dottrina economica.
Semplici vero?
E allora perchè con i mezzi informatici attuali non lo facciamo?
Io e Roberto siamo pronti ad aprire un tavolo di discussione per produrre un documento che possa far discutere in vista della prossima legge di bilancio. Chi viene ….?”
Allegata la lettera di Luca Milani e la proposta, elaborata e formulata dal Centro Studi articolo 53 sulla base della, attualissima, discussione avvenuta in assemblea costituente il 23 maggio 1947, attuativa dei 2 commi, inscindibili tra di loro, dell’articolo 53 della Costituzione.
Presidente del consiglio comunale di Firenze
Luca Milani
Letta di fretta, rilevato un errore. In un paragrafo si cita la possibilità per per l’imprenditore di scaricare tutte le spese dell’auto intestata all’impresa. Abbassare Quindi il suo reddito personale ai fini IRPEF.
No, quello è reddito d’impresa con la relativa tassazione.
Se l’imprenditore utilizza quel reddito, lo stesso viene tassato con l’IRPEF ordinaria.
Grazie per la tua corretta osservazione,buona giornata, ettore bonalberti
La civiltà di un paese si vede da come si tiene pulito il WC ….
Mattei.
Anche da come funziona il sistema fiscale.
Vanoni… ne era convinto
Sono morti…. e un po’ anche noi?
Il tema dell’equità fiscale sta alla base della sostenibilità di un sistema e termometro della sua democrazia