Un ministero per la pace, Perché NO ?
di Mario Giulianati
L’Avvenire di domenica 29 giugno, pubblica un articolo di Luigino Bruni (economista, saggista, giornalista e professore ordinario di economia politica) che ha un titolo che mi ha attratto “La proposta. Un ministero della pace è necessario. A guidarlo dovrebbe essere una donna” e aggiunge “Dare un nome così impegnativo a un incarico di governo significherebbe fare qualcosa di profetico, in tempi di guerra. Dare un incarico a una figura femminile lo sarebbe ancora di più”. Non è la prima volta che l’Avvenire avanza questa proposta ma, per quel che ne so, non mi pare che abbia ricevuto l’attenzione per il passato, che, a mio avviso, meriterebbe, da parte di qualche autorevole personalità della politica, quindi i partiti e movimenti, il governo, il Parlamento, e anche il parere della Presidenza della Repubblica. Tra l’altro l’Autore fa notare che basterebbe una piccola variazione dell’attuale Ministero della Difesa, aggiungendo semplicemente “… e della pace”. La domanda che mi pongo è relativa a quella che dovrebbe essere la specificazione dei contenuti della mission di questo ministero, oltre a quali strumenti, quali mezzi e quale “delega e potere” di intervento effettivo avrebbe nella scena internazionale. Senza tutto questo, donna o uomo, l’incarico ministeriale rimarrebbe un semplice titolo, una targhetta sull’uscio del ministero. Trovo realistico che Bruni suggerisca di mettere assieme la “Difesa con la Pace “nella creazione di questo ministero. Questo perché, oltre a interpretare correttamente l’Art.11 della nostra Costituzione, è evidente che in questi tempi, nei quali i rumori di guerra si fanno sempre più insistenti e più diffuse sono le aree dove la guerra è già in atto, è bene non abbassare la guardia. Mentre trovo lodevole la proposta del giornalista, non sono del tutto d’accordo quando scrive “La politica ha altro in mente, lo vediamo, e così firma la richiesta Nato di riarmo, rispondendo in modo sbagliato alla nostra stessa preoccupazione. Solo una campagna che diventa prima palla di neve e poi valanga potrà ottenere ciò che oggi appare solo desiderio o utopia.” Mi sembra si dimentichi che tra la palla di neve e la valanga dovrebbe tenere conto che altri Paesi, altre mentalità, di palle di neve e valanghe pacifiste non ne vogliono sapere e invadono Paesi e puntano ad invaderne altri ancora. Mettiamo quindi all’opera il nostro sognato Ministero alla Difesa e alla Pace e puntiamo decisamente alla realizzazione della Pace, senza dimenticarci di garantirci, nel frattempo, quanto basta per la nostra difesa, ovvero quello che si definisce “deterrenza”-
Vicenza,1 Luglio 2025