Intervista a WorldLab sul progetto ACAM

Ritorno sull’editoriale del 9 Giugno scorso (“ Una proposta che nasce dalla base”) con un’intervista all’amico Prof Gerardi che con il collega Gianfranco Trabuio è tra i responsabili di WorldLab (www.worldlabnetwork.org), l’associazione socio culturale veneziana.Buona lettura, Ettore Bonalberti

World-Lab afferma che per dare una efficace risposta, necessaria ed urgente, ai principali problemi che affliggono l’Italia e gran parte dei Paesi occidentali, bisogna modificare, in modo strutturale, l’attuale Modello socio-economico (denominato neo-liberista) in quanto “solo cambiando l’albero si possono cambiare i frutti”.

Domanda 1

Cosa propone  W-L in alternativa?

W-L propone un Modello socio-economico originale, denominato Civismo, il quale è stato concepito secondo la logica della Ecologia integrale (quindi rispettoso simultaneamente dell’umanità e del suo habitat).

Esso poggia su un Sistema Economico inedito che può dirsi CENTRALE, in quanto ben distinto dai Sistemi estremi, del Collettivismo e del Capitalismo, generalmente collocati a sinistra e a destra nell’immaginario collettivo, nel quale la piena attività permanente (propria del Collettivismo ma inattuabile nel Capitalismo) coesiste con la libera iniziativa privata (propria del Capitalismo ma soppressa nel Collettivismo).

E questo nel massimo rispetto dell’ambiente.

Domanda 2

Ma quid dell’opinione corrente, assai diffusa, secondo la quale l’attuale Modello socio-economico (neo-liberismo ateo-materialista, dilagante dopo l’implosione del Modello statalista, altrettanto ateo-materialista) non ha alternative, opinione riassunta nell’acronimo TINA (There Is No Alternative) ?

E’ una colossale “ bufala”, diffusa dai fautori dello “status quo”, sicuri di aver convinto tutti i possibili detrattori del Modello socio-economico vigente che una eventuale Alternativa possa essere raggiunta solamente per via politica, presentando un programma di riforme legislative al vaglio elettorale (il loro privilegiato campo di scontro) dove, essendo possessori del capitale e dei media, vincono sempre loro.

Allo stato attuale (in cui miriadi di Partitini entrano, ad ogni occasione, nell’agone politico ed escono immancabilmente con percentuali di consenso insignificanti), una tale convinzione sembra confermata…con una sola eccezione: World-Lab.

Domanda 3

Ma quali altre vie ci sono, nei Paesi democratici, secondo W-Lab, oltre a quella elettorale …forse una “rivoluzione”?

Una “rivoluzione”, necessariamente violenta, inattuabile e sicuramente inconcludente (etimologicamente “re-volvere” indica un ritorno al passato… se va bene) certamente no!

Esiste invece una via, pacifica, attuabile ed efficace, individuata da W-L , e consistente in una profonda e relativamente rapida “metamorfosi”, cominciando dal Sistema economico.

Domanda 4

In cosa consisterebbe una tale “metamorfosi” e come potrebbe prendere avvio?

Il suo avvio può aver luogo semplicemente attraverso la riproduzione, e relativa diffusione capillare, del “prototipo” di una Prassi economica inedita (standard, economicamente viabile e che non richiede innovazione, né di prodotto né di processo), individuata la W-L.

Si tratta, in sostanza, di una cooperativa di auto-produzione multi-attività (denominata Accademia Conviviale di Arti e Mestieri -ACAM- o,, più semplicemente Convivio) dove chiunque può trovare formazione-lavoro-reddito e/o incremento del proprio potere d’acquisto.

Tale diffusione può avvenire simultaneamente ovunque richiesto, verosimilmente in modo massivo, dato il suo potenziale interesse presso tutti gli stakeholder, grazie all’accompagnamento di un soggetto for-profit Attuatore (es. un consorzio di imprese operanti in adeguate tematiche complementari) convenzionato con un soggetto non-profit Patrocinatore (es. una associazione a carattere non assistenziale o un Partito politico), per replicazione del menzionato “prototipo”(la cui realizzazione comporta uno sforzo, o investimento, che non sembra eccessivo, data l’ampiezza del nuovo “mercato”aperto nel quale l’Attuatore può avere un ruolo importante, anche grazie al suo indubitabile vantaggio concorrenziale iniziale).

Il ruolo di Patrocinatore, quanto ad esso, potrà essere assunto da una nuova associazione con potenziali finalità politiche o, perché no, da un Partito già esistente: in tal caso questo potrebbe inserire al primo punto del suo programma una parte Metapolitica (consistente nel Patrocinio, presso i suoi iscritti e simpatizzanti esistenti e nuovi, della partecipazione come soci-lavoratori e/o acquirenti al prototipo di ACAM), la “scintilla” di una dinamica di diffusione della ACAM  suscettibile di eliminare dall’attuale Sistema economico ogni forma di inattività involontaria, inclusa la disoccupazione.

Domanda 4

Ma come è possibile che la semplice diffusione di una inedita Prassi, per quanto innovativa, possa condurre, oltretutto senza traumi sociali, ad un cambiamento strutturale del Sistema economico attuale e, conseguentemente, del Modello socio-economico oggi trionfante e, dunque all’ eliminazione dei principali inconvenienti che lo caratterizzano sotto diversi aspetti, certamente economici, ma anche sociali, ambientali e altri ancora?

In realtà l’innovazione è duplice e la Prassi menzionata altro non è che lo strumento del primo step.

La sua diffusione comporta, in effetti,  un’importante trasformazione del Sistema economico, in particolare, come detto, l’eliminazione di ogni forma di inattività involontaria, compresa la disoccupazione.

La conseguenza attesa (secondo step) essendo un ampio consenso popolare per il Partito Patrocinatore che potrà così attuare un suo programma politico (il quale comporta riforme che riguardano diversi aspetti, compresi quelli non direttamente inerenti all’economia).

Domanda 5

Da quale intuizione nasce una tale Prassi, dagli effetti apparentemente così importanti, eppure mai esplicitata?

In realtà essa nasce in modo del tutto spontaneo, a seguito di un recente sviluppo della Scienza economica, una volta che sono stati formulati, e pubblicati nel libro La Dignità delle Nazioni (Amazon 2015), i concetti di Paradigmi economici fondamentali (Eteronomia, produzione per terzi ed Autonomia o auto-produzione) e relative declinazioni nelle loro Modalità economiche (Mercato, filantropia e baratti, per l’Eteronomia  e Collettività auto-produttrici, pubbliche e private per l’Autonomia).

Domanda 6

Potete essere più precisi?

A tal fine occorre partire considerando che il Sistema economico alla base del Modello neo-liberista è fondato essenzialmente sull’Eteronomia, cioè sulla produzione per terzi consumatori che, a seconda delle tre Modalità menzionate, saranno rispettivamente solvibili, resi solvibili o solvibili in natura.

Si tratta, insomma, di una concezione dell’Economia costituita dal solo Mercato, nella quale le altre Modalità, sempre dell’Eteronomia, sono frutto di politiche sociali e del folclore.

Ed è, purtroppo, in questo “brodo”che sguazza gran parte degli odierni economisti inclusi, ovviamente, quelli insigniti del Premio Nobel dell’Economia, che andrebbe abolito (in ragione del Modello socio-economico che hanno contribuito a creare) data la sua nocività e pericolosità.

Non restava quindi, a ragion veduta, che portare l’attenzione sull’altro Paradigma economico (considerato tale, con particolare ed unico riferimento alle Collettività auto-produttrici pubbliche, solo da economisti del passato, come J.M. Keynes, il pensiero dei quali è stato “sepolto vivo”dai fautori e difensori del Capitalismo).

Ma non è affatto sulle Collettività auto-produttrici pubbliche che World-Lab conta.

Nell’insegnamento della disciplina economica, d’altronde, l’auto-produzione delle Collettività auto-produttrici multi-famigliari private, le cosiddette Mutue, rigorosamente mono-attività, è sempre stata considerata un “relitto” del passato (snobbata anche da Marx), e l’auto-produzione domestica, uni-famigliare ma multi-attività, considerata una pratica da “terzo mondo”.

Cosa rimaneva di inesplorato nelle Collettività auto-produttrici private?

Con una visione economica così “ampliata”, che in fondo era ciò che serviva, anche un bambino avrebbe messo gli occhi sulle Collettività multi-famigliari multi-attività.

Domanda 7

Ma questa è una nozione ancora assai vaga, potete precisare ulteriormente?

Certamente!

La prima cosa consiste nell’identificare i beni e servizi che converrà far auto-produrre a dette collettività multi-famigliari (diciamo cooperative auto-produttrici, o Mutue).

Trattandosi di una produzione destinata ad un insieme di consumatori relativamente limitato (non si tratta di consumatori “terzi”  cioè un insieme indefinito di consumatori appartenenti all’universo mondo), i beni e servizi da privilegiare saranno quelli derivanti da una produzione a) compatibile con la piccola scala e b) ad alta intensità di lavoro.

L’insieme di tali beni e servizi saranno quindi quelli di “prima necessità”, facenti potenzialmente oggetto di auto-produzione domestica, magari in una gamma più ampia, derivante da una produzione coadiuvata da mezzi di produzione di piccola scala ma non presenti nelle singole famiglie.

La seconda cosa, trattandosi di definire una variante ad elevate capacità di diffusione, consiste nell’identificare il soggetto a cui compete la proprietà dei mezzi di produzione.

Si tratterà pertanto di mezzi di produzione di proprietà terza, facilmente e rapidamente reperibili sul mercato, utilizzati dalla cooperativa dietro pagamento di un canone di affitto (una impresa che produce e vende, in questo caso ai soci produttori-acquirenti, tutta la sua produzione, è ovviamente in grado di pagare tutti gli input di produzione).

La terza cosa, trattandosi di una struttura che deve essere accessibile al massimo numero di persone involontariamente inattive, essa dovrà comportare un semplice accompagnamento all’operatività attuato da senior dotati di competenze specifiche, relative alle varie tipologie di produzione, con un ruolo di formatori-tutori.

Si tratta quindi di una formazione sul luogo di lavoro (imparare lavorando), improntata su una logica di trasmissione intergenerazionale dei saperi, avente luogo in Botteghe artigiane di nuova generazione nelle quali il formatore e l’apprendista sono soci paritetici della stessa cooperativa, il che aumenta l’efficacia dell’apprendimento rispetto alle botteghe artigiane della tradizione.

Date queste caratteristiche la Cooperativa viene anche denominata Accademia Conviviale di Arti e Mestieri (ACAM ) o, più semplicemente, Convivio.

Domanda 8

Se l’obiettivo della diffusione capillare dei Convivi consiste nell’eliminazione dell’inattività involontaria, compresa dunque la disoccupazione, non vi è forse il rischio che l’auto-produzione

di tanti beni e servizi oggi prodotti da imprese Eteronome produca, un calo della domanda oggi ad esse rivolta, e che questo si traduca in nuova disoccupazione?

Certamente, ma questo ha luogo anche in ambito Eteronomo quando una nuova impresa, caratterizzata da una innovazione di processo produttivo, o dotata di una moderna tecnologia, riesce ad abbassare i costi, in particolare riducendo la quantità di lavoro impiegata in quel contesto, e quindi acquisisce una significativa competitività che le consente di entrare nel mercato sottraendo domanda alle imprese esistenti. Il saldo in termini di occupazione sarà, in tal caso negativo. Di un tale problema, in un Sistema economico eteronomo, in generale è chiamata a farsi carico la Collettività pubblica attivando i cosiddetti “ammortizzatori sociali”.

Nel Sistema economico CENTRALE alla base del Civismo le cose vanno in tutt’altro modo.

In effetti le famiglie che fanno parte, in qualunque veste, di un Convivio incrementano il loro reddito e quindi se, da un lato, riducono la loro domanda rivolta al mercato con riferimento a beni e servizi auto-prodotti, dall’altro aumentano la loro domanda relativa ad altri beni (ad es. tecnologici)o servizi (ad es. culturali) non auto-prodotti.

In sostanza, cioè, non riducono la loro domanda rivolta al mercato ma la modificano, il che si traduce non tanto in un saldo occupazionale negativo, bensì in un trasferimento di lavoro tra settori produttivi, in particolare da settori“ad alta intensità di lavoro” a settori “ad alta intensità di capitale, più congeniali alle imprese Eteronome”, specializzando, in tal modo il Sistema.

Domanda 9

Fin qui abbiamo parlato dell’ineditoSistema economico (primo step) che scaturisce in modo quasi automatico (comunque accompagnato dalla Metapolitica del Soggetto Patrocinatore) dalla “scintilla” costituita dal “prototipo” di ACAM.

Tuttavia, dato che la realizzazione di un particolare Sistema economico è condizione necessaria ma non sufficiente per realizzare un Modello socio-economico “ideale” (secondo step), quale quello ispirato alla filosofia dell’ecologia integrale, denominato Civismo da World-Lab, potete spiegare quali sono le Politiche, ora realizzabili dato il consenso sociale verosimilmente ampio, che dovranno seguire?

Senza entrare in dettagli suscettibili di creare, in questo contesto, una nociva confusione, si può dire che, in linea generale, si tratterà essenzialmente, da un lato, di rimuovere le principali cause che hanno condotto all’insostenibile Modello socio-economico attuale e, dall’altro, di assecondare i positivi automatismi che fanno seguito, sull’intero piano socio-ambientale, all’avvento del nuovo Sistema economico.

Per quanto riguarda il primo punto, e con riferimento all’aspetto sociale, occorrerà pertanto garantire, in un qualche modo, il controllo pubblico, in primis nelle industrie relative agli armamenti, alla farmacologia e alla comunicazione, e ben altre.

Sul piano ambientale un tale controllo pubblico dovrà essere garantito presso a) le industrie che oggi saccheggiano le risorse naturali, cominciando da quelle finite e non riproducibili, e b) quelle che maggiomente inquinano.

Si tratterà poi, per quanto riguarda il secondo punto, di favorire le dinamiche positive, sorte grazie all’affermarsi del nuovo sistema economico, in primis, ma non solo, il ripristino del naturale tasso di natalità oggi minato dall’insicurezza del reddito famigliare.

CONCLUSIONE

Termino questa intervista congratulandomi per aver spiegato credibilmente che, con il CIVISMO, “un altro mondo è possibile” e, soprattuttoche, per il suo avvento… “basta una “scintilla” fatta scoccare dalla società civile (*)

Grazie!

(*) “Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta”

Margaret Mead

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2 Commenti

  1. Civismo…SI!!!!
    Per le imprese multifamigliari di tipo cooperativo abbiamo a disposizione anche,credo non sia poco,l’articolo 43 della nostra Costituzione.
    Poi,per una economia di stampo Keynesiano, ossia per massicci investimenti pubblici tipo New Deal Rooseveltiano del 1934,per li suo finanziamento abbiamo a disposizione l’articolo 53 della nostra Costituzione!
    Questo programma troverà il consenso di circa 40 milioni di persone che lavorano e vivono e nel nostro paese compresi i migranti supersfruttati, come schiavi pagati 2,5 euro l’ora,nell’agroalimentare di Pachino ed in altre vaste zone del nostro paese.

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