Dati ufficiali e situazione reale dei ceti medi e classi popolari italiane
di Mauro Biolcati
Nel mondo di oggi, molte volte i dati diffusi dalle agenzie accreditate vedi: Ocse, Istat, Centri Studi di varia natura, spesse volte non collimano con la realtà dei fatti. Questi organi d’informazione sostengono che nell’ultimo periodo il reddito delle famiglie italiane è cresciuto dell’1%, crescita ridicola visto che l’inflazione reale si attesta al 12/14%. Spesse volte, volutamente, viene confusa l’Inflazione con il costo della vita, in realtà sono due facce della stessa medaglia. In realtà dobbiamo fare i conti con il denaro che dispongono la maggior parte delle famiglie, con la reale capacità di spesa. Difatti i salari, così come i redditi delle piccole e medie imprese e dei liberi professionisti, sono diminuiti con delle perdite molto considerevoli. Le agenzie dicono che la perdita del potere d’acquisto degli stipendi è sceso del 7,5%, così non è. Il dato reale dal 2001 della perdita è del 35/40%. Se dovessimo fare il confronto con le altre nazioni europee potremmo osservare che il differenziale è pari all’70/80% in quanto, in questi Paesi il potere d’acquisto è aumentato dal 2001 del 30/40%.
Purtroppo, con una moneta a cambio fisso, qual è l’euro, ha di fatto contratto gli aumenti dei salari e delle tariffe delle piccole e medie imprese, questo circolo economico monetario ha ridotto di molto la ricchezza degli operai e del ceto medio, il tutto per essere concorrenziali con il commercio estero. In Italia si è configurata una sorte di schiavitù mascherata da democrazia.
Anche le pensioni hanno di fatto subito una contrazione inumana, frutto di scelte scellerate e sperpero di denaro pubblico. Oltre a ciò dobbiamo inserire il nodo della iper-tassazione la quale sottrae dalle tasche degli italiani i denari necessari per dare impulso alla produzione interna e ai consumi. Questa situazione fa sì che la produzione sia stagnante così come i consumi. Questa situazione fa sì che non ci sia crescita economica, ma regressione economica.
Purtroppo, oltre alla tassazione centrale ( IRPEF) che si attesta al 52% se non di più, visto che questa imposta viene calcolata sul lordo del reddito, vedi il mancato rispetto dell’articolo 53 della nostra Costituzione, bisogna aggiungere i vari ticket sanitari e non solo, le imposte regionali e comunali, tariffe dei consorzi e via dicendo, la pressione fiscale si attesta per il privato al 62% per il privato e al 70% per le imprese e le P.I.
Prendendo come esempio lungimirante il trascorso politico del Presidente Aldo Moro e del suo economista di riferimento Federico Caffè, possiamo asserire che, dal 1992 sino ad oggi, l’Italia ha perso negli anni molta sovranità nazionale. Se il Parlamento della prima Repubblica ha cercato in tutti i modi di dare agli italiani una democrazia compiuta, i Parlamenti che si sono susseguiti dal 1992 sino ad oggi, hanno di fatto svenduto i Valori della nostra Carta costituzionale, i risultati sono davanti agli occhi di tutti, per chi vuol vedere.
Tutti i giorni che Dio Padre Nostro Ha Creato, davanti ai cancelli del Pane Quotidiano a Milano ci sono 4500 persone, qui stiamo parlando di una sola associazione caritatevole, se dovessimo raccogliere i dati dalle altre associazioni potremmo meglio capire che i dati allarmanti sulla povertà in Italia sono drammatici. Si stima che dal 2001 la povertà assoluta in Italia sia più che triplicata, così dicono i giornali e le televisioni nazionali, così sostengono, qualcun’altro sostiene che nel 2001 i poveri assoluti in Italia erano circa 1.500.000 unità, oggi, dopo un censimento fatto tramite le associazioni caritatevoli possiamo asserire che le persone in povertà assoluta sia di circa 6.500.000, quindi anche qui, il dato fornito è di fatto fuorviante e non rispecchia la realtà dei fatti. I poveri relativi, coloro che hanno un reddito netto tra i 1.000,00 e i 1.500,00 euro mensili, li possiamo considerare poveri visto l’aumento costante del costo della vita, vedi: aumento delle bollette, delle cure, della spesa di generi alimentari e via dicendo, li rende incapaci di avere una vita dignitosa. I problemi da risolvere sono molteplici e le ricette economiche sino a qui adottate sono miseramente fallite. Nonostante ciò, nei programmi televisivi appaiono gli stessi economisti, gli stessi politici, gli stessi tuttologi che alla fine, non danno delle soluzioni concrete ed efficaci.
Oggi abbiamo delle distrazioni di massa che si chiamano: caso Almasri e il ponte sullo stretto. Allo stesso tempo le spiagge sono deserte, e il tanto agognato turismo sta facendo acqua da tutte le parti così come la produzione interna ed i consumi. Quando il Presidente Aldo Moro fece stampare le famose ” Cinquecento Lire di carta” ebbe il silenzio assenso dell’80% del Parlamento di allora, ciò vuol dire che i politici di quel tempo erano persone avvedute che le potremmo definire ” Statisti”. Oggi abbiamo un Parlamento composto da degli statisti o da soggetti improvvisati che si trovano per caso a sedersi nella Massima Istituzione Italiana?
Lascio ai lettori una grande riflessione sui veri mali che il Paese Italia deve affrontare e subire.
Mauro Biolcati Coordinatore Veneto del Partito di Adesso Italia.
Padova, 9 agosto 2025