Prepariamoci al “Rosatellum”
di Mario Giulianati
Il Rosatellum è la Legge elettorale che troveremo applicata nelle schede per l’elezione del futuro Parlamento, identica come impianto a quelle della trascorsa votazione del settembre 2022. Naturalmente, al tempo, è stata difesa, a spada tratta, dal “padre” che l’ha, sicuramente non da solo, redatta e presentata alle Camere. Riporto la dichiarazione dell’ex Vicepresidente della Camere dei Deputati, l’on. Ettore Rosato, “Il Rosatellum è stato il frutto di mediazione, è stata la legge elettorale votata col maggior consenso. È noto che la legge elettorale è stata votata da un’ampia maggioranza. Ci siamo confrontati con Lega, Forza Italia, Partito Democratico. È frutto di un compromesso ma è stata la più votata legge elettorale”. Venne approvata definitivamente il 26 ottobre 2017 da PD, FI, Lega, Alternativa Popolare, più alcune forze minori. Che vi sia stata una sostanziosa maggioranza a votarla, non vi è dubbio. Tutti meno 1: FdI. Ma che sia una buona legge elettorale non mi pare proprio. Che ai maggiorenti dei partiti vada bene, appare certo. Infatti, e lo si è visto anche in occasione del deposito delle liste, dai “paracadutati” in realtà territoriali che non li riguardava per nulla come per i “cancellati” senza una solida motivazione salvo quella della riduzione dei seggi parlamentari. Ma non è un motivo valido per ignorare le istanze dei territori che sono state, quasi sempre ignorate. Infine, per non farla lunga, ma dei difetti di questa legge elettorale, ogni elettore se ne renderà conto quando entrerà in cabina, ma il punto è proprio questo: quanti elettori, in occasione del futuro voto politico, anno 2027, si presenteranno al seggio? Il titolo di un articolo di Angelo Picariello, pubblicato su Avvenire del 17 c.m., recita “La legge elettorale e il rischio di una democrazia senza popolo” mi suggerisce di leggerlo con attenzione per più motivi. Anzitutto perché offre delle soluzioni per nulla campate in aria, poi perché centra perfettamente il bersaglio, dimostra anche di avere sensibilità e attenzione verso un problema, l’astensionismo elettorale, indicandone uno dei motivi che ritengo essere tra i più importanti agenti negativi che allontanano il cittadino dalle urne. Chiaro ed esplicito. Come già citato, l’attuale legge è stata votata quasi all’unanimità, salvo il voto contrario di Fdi. Scrive Picarello “si è arrivati a togliere al cittadino-elettore, con il consenso un po’ di tutti, il potere di selezionare la classe dirigente, fino a ridurre il Parlamento a una sorta di consiglio di amministrazione alle dirette dipendenze dei leader.” Orbene, oggi al Governo vi è proprio, in veste di Presidente del CdM l’on Giorgia Meloni e mi attendo che sia coerente con sé stessa e che ben conoscendo i difetti di questa Legge provveda a fornircene una che ci restituisca la dignità che spetta di diritto ad ogni cittadino quando si trova nella cabina elettorale. Una sensazione pesante di inutilità l’ho provata pure io, e sono 70 anni abbondanti che utilizzo lo strumento del voto. Alle ultime elezioni politiche del 25 settembre 2022, di fronte alla scheda aperta e con la matita in mano mi è venuto, per la prima volta, il desiderio di richiudere senza esprimere il voto, la scheda. Poi ho comunque votato, ma con estrema fatica. L’attuale legislatura nasce il 22 ottobre 2022, e da allora sono trascorsi tre anni abbondanti ma, salvo qualche parola in qualche intervento, qualche riga su alcune testate, alcune valutazioni di principio, un tentativo di una riforma della legge concretamente non si sente praticamente nulla salvo la raccolta firme (https://www.iovoglioscegliere.it) della quale, probabilmente per mia trascuratezza, non so come si sia conclusa. Non sono uno sprovveduto, ho iniziato a votare esattamente il 21 aprile 1955 e ho partecipato alle attività del mio partito, il PSI, per decenni. So bene che un partito, e ancor più una coalizione, ha necessità di mantenere un equilibrio tra tutte le realtà che la compongono. Ma questa è una faccenda fondamentale, è la chiave di volta del sistema elettorale in democrazia. Scrive ancora Picariello “Una grave lacuna della nostra Costituzione è la mancata previsione di un vincolo di democraticità interna dei partiti stessi. La propose il grande costituzionalista cattolico Costantino Mortati, ma fu bocciata da Togliatti per non dover dar conto del sistema interno del “centralismo democratico” praticato dal partito comunista.” Questa è una vicenda che non riguarda un partito o un gruppo di partiti. Riguarda tutti gli elettori ai quali deve essere restituito il diritto alle preferenze. Penso anche che la disaffezione al voto, tra altri motivi, vi sia sicuramente anche questo, il sentirsi semplicemente delle comparse.
Mario Giulianati 18/0172026