Alcune note sull’UE dell’On Luigi Grillo

Tra poche settimane ricorrerà l’anniversario  del Consiglio Europeo di Milano del giugno 1985 In quella occasione  su impulso dell’Italia  e del Governo Craxi, partì un percorso ambizioso e lungimirante  che portò  al mercato unico , successivamente alla moneta unica e poi a importanti  riforme delle istituzioni europee.

Quell’anniversario  va ricordato  non solo per i risultati raggiunti , ma anche  per come si  riuscì ad imprimere  una decisiva accelerazione  all’integrazione europea.

Il Mercato unico e l’EURO  non erano motivati  solo da considerazioni economiche.

Erano esplicitamente  intesi come i primi passi  verso un’unione politica.

“L’EURO   non è solo una moneta. E’ un sinonimo per l’unificazione politica dell’Europa ” 

Queste furono le parole  con  cui  Helmut Kohl  convinse i tedeschi a rinunciare alla loro moneta forte , il Marco. Da allora, purtroppo , l’obiettivo di una più stretta integrazione politica  sembra sparito dal vocabolario  non solo  dei leader politici , ma anche dalle espressioni delle più autorevoli personalità europee.

Mario Draghi  nel presentare il suo ambizioso rapporto  sulla competitività  al Parlamento  Europeo ha spiegato perché i Paesi Europei  dovrebbero agire  sempre di più  come se fossero un unico stato.

Ma ne lui ne altri si sono azzardati  a suggerire che ciò richiederebbe  anche più integrazione politica, dando per scontato che agire  come un unico stato  sia possibile  nell’ambito dei trattati esistenti.

Questo contrasto  fra l’enfasi degli anni  ’80  e ’90  su una Unione sempre  più stretta  e il  minimalismo  europeo  di oggi è paradossale.

Allora la sfida  per  l’Europa  era davvero economica, si trattava di far funzionare bene un mercato ; oggi invece  la sfida va al cuore  della sovranità politica.

L’Europa deve  proteggersi  dalle minacce esterne in campo militare, tecnologico, economico e energetico.

Eppure il sogno di  un’Unione sempre più stretta, solidale e unita  sembra stia diventando improponibile.

La causa  principale  di questo minimalismo europeo non è l’allargamento a Est  ne’ la  diversità di interessi tra paesi.

Il vero freno è l’emergere  e l’affermarsi di partiti nazionalisti e populisti  in molte , troppe  democrazie europee.

Anche per questo è difficile al punto in cui siamo arrivati sbloccare la situazione  senza rilanciare  le necessarie  e  urgenti  riforme istituzionali in  Europa.

La riforma del Parlamento  anzitutto, la riforma della Governance ,e continuare tenacemente a credere in una  politica estera  e una politica della difesa comune a tutti i Paesi Europei.

On. Luigi Grillo

17 giugno 2025

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