Futuro dell’Unione Europea
Una nota dell’On Luigi Grillo
Sabino Cassese ha scritto sul Corriere della Sera : ” lo scorso 16 luglio La Commissione Europea ha presentato il quadro finanziario pluriennale 2028 -2034 per assicurare l’ordinato andamento della spesa nell’ambito delle risorse proprie.”
“Simile piano riguarda sette anni e deve essere approvato all’unanimità dal Consiglio e a maggioranza dal Parlamento Europeo.” “Ha un ammontare di circa 2 mila MDI di Euro” .
La spessa prevista è coperta come in passato per circa tre quarti da contributi dei governi nazionali . Alle tradizionali fonti di entrata ( dazi, tasse sull’energia, una parte dell’IVA nazionale, contributi sui rifiuti di plastica non riciclati) dovrebbero aggiungersi imposte sulle transazioni finanziarie ,sui rifiuti elettronici, sul tabacco e sulle imprese con più di cento milioni di fatturato. Le destinazioni di spesa dovrebbero essere principalmente coesione , agricoltura, competitività, azione esterna ,difesa, Ucraina.
Le grandi cifre di spesa si ridimensionano se si considera che si tratta di un piano di spesa settennale per cui riguardano solo 285 MDI per anno con un incremento di meno del 10% rispetto all’anno precedente.
Se si paragone la spesa annuale prevista dall’Unione con quella degli Stati si può notare che essa ha un ammontare simile a quella di un Paese membro come l’Austria che ha solo il 2 per cento della popolazione dell’intera UE.
Quindi i singoli stati sono tanto più grossi e ricchi del padre.
Inoltre, questa spesa si rivela in realtà modesta in quanto rappresenta solo l’1,26 per cento del PIL dell’Unione Europea, mentre la spesa pubblica media nell’Unione Europea incide per circa il 50% sul PIL degli Stati.
L’Unione, non va dimenticato, detta regole sul mercato interno, sulla politica agricola, sulla pesca, sulla politica commerciale ,sulla politica monetaria, quella ambientale, la ricerca,la cultura ,l’energia, l’innovazione.
La UE è un gigante regolatorio, ma e’ nello stesso tempo un nano finanziario.
Non c’è equilibrio tra la quantità di standard che detta e la quantità di entrate e di spese che gestisce. Inoltre, c’è una sproporzione tra la domanda di nuovi compiti che gli Stati membri richiedono alla UE di svolgere e le risorse finanziarie di cui la Unione Europea può disporre.
On Luigi Grillo
24 luglio 2025