Perché votare NO

Avevo espresso le mie ragioni per il NO con un articolo che puoi leggere cliccando: https://www.ilpopolo.cloud/politica/1996-le-ragion-del-mio-no-al-prossimo-referendum-costituzionale.html

Ci sono amici, già DC, che ricordando gli anni in cui la magistratura assunse il compito di sostituirsi alla politica, sino a favorire la fine dei partiti della Prima Repubblica, almeno quelli dell’area centrale, DC e PSI in primis, intendono votare per il SI. Ad essi vorrei evidenziare il contesto in cui questa legge di rango costituzionale si pone. Il trio Meloni-Salvini-Taiani che guidano al governo, accanto a questa legge intendono portare avanti una legge elettorale “super truffa” che, a differenza di quella che, nel 1953, propose la DC degasperiana ( premio di maggioranza alla lista o alla coalizione che avesse ottenuto il 51% dei voti) intende assegnare il premio alla lista o alla coalizione che ottenga il 40%. Risultato: con meno del 25-20 dei voti dell’elettorato italiano (vista l’affluenza bassa, caratterizzata dai molto renitenti al voto) si punta al dominio assoluto del parlamento, ossia alla condizione per garantirsi tutte le nomine istituzionali ( Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, ecc) e con esse quelle dei diversi poteri di controllo. Una situazione assai simile a quelle ungherese e che Trump sta preparando per gli Stati Uniti, ossia il passaggio da una democrazia fondata sullo stato di diritto, a un’autocrazia illiberale coerente con i valori delle destre estreme europee e italiane.

Ecco le ragioni,  in estrema sintesi, PERCHÉ  SERVE VOTARE NO’ ALLA LEGGE MELONI-NORDIO:

Non è una vera riforma della Giustizia.

Non migliora il servizio ai cittadini, non riduce i tempi dei processi, non aumenta il personale e non regolarizza i precari.

Non rafforza le garanzie.

Non assicura la rieducazione del condannato né la certezza della pena.

È inutile, perché la separazione tra PM e giudici c’è già dopo la riforma Cartabia del 2022, le due funzioni sono separate: meno dell1% dei magistrati passa dall’una all’altra.

Al contrario, la Legge Meloni Nordio stravolge la Costituzione e mette a rischio l’autonomia della magistratura, compromettendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Con un obiettivo preciso: sottoporre la magistratura al condizionamento del governo e indebolire i controlli su chi esercita il potere.

La legge Meloni-Nordio, con Autonomia differenziata e Premierato, è parto di un disegno più ampio di profondo e radicale cambiamento della nostra Repubblica democratica.

Il risultato è una Giustizia dura con i deboli e indulgente con i potenti.

L’autonomia della magistratura non è un privilegio, ma una garanzia di uguaglianza per tutti.

Per difendere la Costituzione e una Giustizia imparziale

IL 22 e 23 MARZO VOTIAMO NO

Ettore Bonalberti-Venezia, 11 Marzo 2026

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