L’On Calogero Pumilia interviene sul prossimo Referendum costituzionale
Perché dovrei partecipare ad un rodeo violento e pericoloso?
Ci si può ancora sottrarre allo scontro e all’invettiva? Rimane uno spazio per una riflessione pacata, come è nella tradizione e nella cultura che da sempre mi hanno guidato?
Mi chiedo comunque per quale motivo dovrei sostenere la riforma di Meloni e di Nordio, perché dovrei concorrere con il mio voto a confermare la modifica di sette articoli della Costituzione, ratificare una scelta imposta al Parlamento senza margini di discussione e di modifica.
Perché dovrei lasciare che venga attaccata la Carta, dal 1948 base giuridica e morale della Repubblica?
Per un regolamento di conti della politica con la magistratura? Per dare una mano a chi vuole comandare e non patisce vincoli e controlli?
La riforma riduce nei fatti i tempi della giustizia? La rende più efficace? Dà certezza alla pena, interviene sulla lunghezza del processo civile, concorre a regolamentare l’immigrazione illegale rendendo più celeri le procedure dei rimpatri, aumenta la legalità, migliora la sicurezza dei cittadini?
Sarebbe da veri ignoranti, come giustamente dice la senatrice Bongiorno, aspettarsi risultati di questa natura. E allora? Perché dovrei sostenere una riforma che moltiplica gli organismi creando due CSM e un’Alta Corte disciplinare i cui membri, come in una estrazione del lotto, verrebbero scelti con il sorteggio – una parte almeno, quella togata, ché per quella politica si procederà con una riffa truccata?
Ma a chi è venuto in mente un meccanismo che richiama la tombola a Natale per scelte di tale rilievo! Chi può escludere poi che i sorteggiati non ricreino le correnti?
Devo dire sì ad un tale ambaradan per impedire il passaggio dal ruolo inquirente a quello giudicante e viceversa, facoltà della quale, dal 2015 al 2025 si sono avvalsi 460 magistrati, lo 0,48% del totale?
Sicuramente c’è qualcos’altro, e del resto di altro parlano Nordio e Meloni.
Si vuole scambiare il consenso per licenza. Si vogliono allentare e vanificare le regole e i controlli. Si vuole dare un segnale forte alla magistratura, che di suo certo qualche responsabilità ha e qualche inopportuna invasione la mette in pratica. Si vuole arrivare ad un diverso equilibrio tra gli ordini costituzionali.
Certo si mira a comandare e non a governare, a cambiare le regole del gioco, avendo come modello di riferimento ciò che succede altrove, dove la destra intanto costruisce la “democrazia illiberale”, un ossimoro di tutta evidenza.
dsal dominio facebook dell’On Calogero Pumilia-21 febbraio 2026