Una rilettura critica dello “scisma orizzontale” di Dino Gerardi

L’utilizzo del termine “scisma” è dirompente, ma rischia di essere un’arma a doppio taglio. Se da un lato scuotesse le coscienze e invita a considerare un ripensamento radicale, dall’altro potrebbe evocare immagini di divisioni conflittuali che storicamente hanno lasciato cicatrici profonde nella Chiesa. Perché non parlare di un “doppio respiro ecclesiale”? Una Chiesa che ispira dall’alto (spirituale) ed espira verso il basso (sociale), in un flusso vitale che collega i due livelli senza contrapposizioni?

Doppio respiro ecclesiale: rinnovare il ruolo della Chiesa tra spiritualità e azione sociale

Il concetto di “Doppio respiro ecclesiale” propone una rinnovata visione per la Chiesa cattolica, fondata su due componenti interconnesse ma distinte:

  1. Componente spirituale superiore (A): Custodire e alimentare la fede e i valori trascendenti.
  2. Componente sociale inferiore (B): Agire concretamente nel tessuto sociale, promuovendo solidarietà e innovazione.

Questo approccio non crea divisioni, ma un flusso vitale continuo: una Chiesa che ispira dall’alto con i suoi principi spirituali ed espira verso il basso attraverso azioni sociali, rafforzando la sua presenza in una società frammentata.

Il mondo moderno è attraversato da cambiamenti rapidi e spesso destabilizzanti, come quelli legati alla tecnologia e alla globalizzazione. Anche la Chiesa cattolica, sebbene fondata su una missione millenaria, avverte il bisogno di rinnovarsi per rimanere rilevante. La frammentazione delle comunità e il crescente individualismo rischiano di erodere il legame tra la dimensione spirituale e quella sociale. E’   qui    che il “Doppio respiro ecclesiale” si propone come una risposta necessaria.

RIPRISTINARE IL RUOLO SOCIALE DELLE PARROCCHIE

Le parrocchie sono state storicamente centri vitali non solo per la fede, ma anche per il benessere sociale delle comunità. Oggi, questo ruolo si è affievolito, spesso sostituito da iniziative frammentate o istituzioni secolari. Il rilancio della funzione sociale delle parrocchie non è  solo auspicabile, ma essenziale per restituire alla Chiesa la sua capacità di generare coesione e speranza nelle comunità locali.

ACCADEMIE CONVIVIALI DI ARTI E MESTIERI (ACAM)Gerard

IL PONTE TRA TRADIZIONE E FUTURO

Una proposta concreta per rafforzare il “respiro sociale” della Chiesa è  la creazione delle Accademie Conviviali di Arti e Mestieri (ACAM). Questi centri di formazione e cooperazione, ospitati in strutture parrocchiali, avrebbero una doppia funzione:

  1. Trasmettere competenze tradizionali: Mestieri artigianali e saperi locali come pilastri culturali.
  2. Abbracciare l’innovazione tecnologica: Introduzione a competenze digitali e sostenibili, creando un ponte tra passato e futuro.

Le ACAM sarebbero luoghi di apprendimento intergenerazionale, dove senior e giovani collaborano per costruire una comunità  più solidale e produttiva.

La Chiesa non deve essere un semplice “ospite” di luoghi dimenticati, ma deve ambire a diventare un architetto di nuovi spazi sociali, guidando la costruzione di un tessuto comunitario più inclusivo.

Il riferimento al feudalesimo può essere reinterpretato come ispirazione per creare una rete di relazioni comunitarie basate sul bene comune, anziché su strutture gerarchiche. La distinzione tra proprietà e possesso, centrale nel sistema feudale, potrebbe essere ripensata per favorire una gestione condivisa delle risorse, dove la Chiesa si pone come facilitatore di una nuova economia della soldiarietà.

Il “Doppio respiro ecclesiale” rappresenta un’opportunità unica per la Chiesa cattolica: ritrovare centralità non solo attraverso la sua missione spirituale, ma anche come motore di innovazione sociale. Con strumenti come le ACAM e una visione inclusiva e accessibile, la Chiesa può trasformare le sfide contemporanee in occasioni di crescita, dimostrando che è  ancora possibile costruire un futuro radicato nella solidarietà e  nella fede.

Mariapia Ciaghi 2 Dicembre

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