Ecologia integrale
La dr.ssa Gabriella Chiellino inizia la sua preziosa collaborazione con ALEF sui temi relativi all’ecosostenibilità e all’economia integrale. Alleghiamo alla fine dell’articolo alcune key words inerenti alla sua formazione e competenze professionali.
ECOLOGIA INTEGRALE
La tutela del Pianeta è interconnessa alle tutele dell’intera umanità, presente e futura. Ma mentre si parla “soltanto” di crisi ambientale da scongiurare, poco si è voluto ancora capire della prospettiva di collasso demografico. E’ vero, infatti, che le stime più accreditate parlano di una crescita della popolazione mondiale fino al 2100, a toccare il picco tondo di 10 miliardi di abitanti. Ma altrettante stime accreditate per il 2200 (vedi The Lancet del 14 luglio 2020) parlano di un vero e proprio crollo planetario delle popolazioni del Pianeta.
Le date sono così lontane da far dubitare di qualsiasi stima, ma solitamente i trend demografici sono quelli più facili da prevedere perché i presupposti sono basati su dati attuali. Le strutture delle popolazioni di oggi costituiscono quelle future. Se così fosse una cosa sarebbe certa: siamo entrati in un lungo periodo di singolarità demografica.
Tutti i Paesi del mondo si sorpasseranno continuamente: alcuni cresceranno molto per poi fermarsi, altri invecchieranno velocemente, altri ringiovaniranno. Gli equilibri demografici che abbiamo conosciuto finora saranno stravolti. Si allineeranno fenomeni nuovi che ci chiedono di vivere ‘senza paura’ ma con grande senso di responsabilità per saper affrontare CONFLITTI MONDIALI: tassi di mortalità anomali e soprattutto quelli di natalità (decrescenti in Italia ed Europa), e saranno fortemente influenti i disastri naturali o le guerre, i flussi migratori (che saranno mutevoli e rilevantissimi), il diffondersi dell’istruzione femminile o dell’informazione a basso prezzo, l’uso dei contraccettivi e, appunto, lo stato degli ecosistemi naturali e antropici. I conflitti possono essere inevitabili, ma sarà possibile risolverli con frutto solo in uno spirito di dialogo e di sensibilità nei confronti degli altri e delle loro ragioni, e in un comune impegno per la giustizia nel perseguimento del bene comune.
Ecco perché l’approccio corretto è Ecologia Integrale, perché solo interconnettendo la tutela dell’Ambiente alla tutela del genere umano sarà possibile “stimare” un futuro possibile.
Modificare gli stili di vita è un obiettivo dell’Agenda for Sustinable Development 2030. Agenda che contiene ancora la parola “sviluppo” e che introduce il concetto di “transizione” e di “circolarità”. Allo stesso tempo dovremmo assumere la consapevolezza che un mondo di persone sempre più anziane e in popolazioni sempre più “ridimensionate”, soprattutto quelle dell’Occidente, avranno priorità molto diverse dalle popolazioni giovani. Pensiamo solo al tema della salute, ma anche all’economia: una società giovane è fondata sulla produzione e consumo di beni, una società anziana è focalizzata più sulla difesa della rendita e la riduzione dei consumi.
Anche nel prossimo futuro la sproporzione e la distanza fra i principi e gli obiettivi che sottendono l’Agenda e la realtà sarà evidente. Questa epoca è di transizione proprio perché non sono ancora perfettamente collimate le necessità di tutela globale.
Credo che per affrontare la sfida che attende l’umanità vada sviscerata l’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco perché è necessario parlare prima di tutto ai cuori che ai cervelli. Va creato un rapporto gioioso e fraterno con la Natura e servono parabole, racconti, esempi che aprano alla bellezza del creato e alla conservazione. L’interconnessione tra conoscenza e sapienza della Vita è parte integrante della sfida.
Nel 2015 gli esperti dello Stockholm Resilience Centre svilupparono il Planetary Boundaries Framework. Quei “limiti” sono perfettamente validi, ma ora vanno vissuti:
– integrità della biosfera (o la distruzione di ecosistemi e di biodiversità);
– cambiamento climatico;
– acidificazione degli oceani (connesso al precedente);
– trasformazione negli usi del suolo (da naturali a usi umani);
– uso insostenibile dell’acqua potabile;
– perturbazione dei flussi biogeochimici (azoto e fosforo nella biosfera);
– alterazione dell’aerosol atmosferico;
– inquinamento da novel entities, nuove entità biochimiche;
– alterazione e impoverimento dell’ozono stratosferico.
Ma che cosa significa vivere, ad esempio, “l’alterazione e impoverimento dell’ozono stratosferico”? Oppure vivere nel proprio quotidiano con “le perturbazioni dei flussi biogeochimici”?
Non è una questione di scienza o di conoscenza. E’ una questione di una “vita degna” che non significa una vita di limitazioni, riduzioni, privazioni. Significa, piuttosto, muoversi continuamente per raggiungere equilibri sostenibili. E’ un vero e proprio camminare su una corda sospesa: occorre muoversi continuamente in una ricerca continua di equilibrio per non cadere.
I decisori mondiali, finora, hanno dimostrato di non essere in grado di affrontare su scala globale la crisi ecologica che caratterizza la breve epoca geologica di Antropocene. Credo non per indisponibilità di dati o big-data, ma perché non hanno saputo o potuto “interconnettere” questi stessi dati o anche soltanto le stime.
I “limiti dello sviluppo” sono datati 1972. Ma, da allora, lo sviluppo ha continuato e le risorse non sono finite. Il Sole, o “fratello Sole” in un’ora produce l’intera energia che l’umanità utilizza in un anno. Dunque, perché ci sarebbero limiti se il Creato non ha limiti?
Ci sono limiti perché è l’Uomo che ha un limite, oggettivo, evidente, impenetrabile: la morte. Ognuno di noi morirà. Tutti quelli nati prima di noi sono morti. Questo è il vero limite: l’Uomo, non la Natura. Gli esseri umani, non l’Ambiente. In un contesto fortemente inquinato la Natura si adatta e si trasforma, ma rimane lì. Gli esseri umani si ammalano e muoiono. Ecco perché la vera nozione di futuro è nell’Ecologia Integrale; ovvero nella interconnessione tra Uomo e Natura. Dove il più debole è l’Uomo!
E’ bello ascoltare persone che hanno, magari, 60 o 70 anni che parlano di obiettivi al 2050 o al 2100, penso lo facciano perchè hanno un reale interesse alla questione del Pianeta, ed anche della nostra Venezia che deve essere conservata e protetta dal Mare. Dobbiamo interconnettere le generazioni che hanno vissuto metodi e stili completamente diversi: Baby boomers o “Boomers” (1946-1964) e la Generazione X (1965-1980)come la Generazione Y o “Millennials” (1981-1996) sono lontani dalle sensazioni ecologiche della Generazione Z o “Centennials” (1997-2012) Generazione Alpha o “Screenagers”(2013-2028). Ma dobbiamo affrontare anche questo conflitto generazione per trovare una Pace che si fondi sulla Giustizia e sul Perdono anche degli errori fatti in tema id Inquinamento e responsabilità di sfruttamento anomalo delle risorse.
Dobbiamo impegnarci su una CONVERSIONE ECOLOGICA, che ci riporta, senza alibi, alla multi-disciplinarietà scientifica e culturale verso una necessità di vivere in COMUNITA’. Non è possibile, infatti, continuare a cercare di risolvere problemi così complessi senza unificare sapere scientifico e umanistico, arte e matematiche, senza unire le persone e fare RELAZIONI ed ALLEANZE, senza vivere INSIEME. Nelle questioni ecologico-ambientali gli approcci o sono olistici o non servono più a nulla.
Cosa significa, ad esempio, decarbonizzare se non affrontiamo anche i temi degli stili di vita, della trasmissione dei saperi e delle condizioni del lavoro?
Come coniugare dati e conoscenze ultra-specialistiche sul cambiamento climatico con la comprensibilità e divulgazione di quei dati, tali che siano comprensibili a tutti noi?
Come si può pensare di pretendere “responsabilità sociale” da ognuno di noi senza spiegare, concretamente, l’economia circolare, il sistema complesso del riciclo o del riuso?
Abbiamo un’evoluzione, altrettanto forte, diffusa, consapevole, nuova delle arti, della moda, della letteratura, perfino della fiction televisiva, per accompagnare un’evoluzione culturale ecologicamente orientata, tale da permetterci di poter pretendere una responsabilità comune? Tale da entrare nel cuore di ognuno, oltre che nella mente, per poter essere tutti partecipi alla salvaguardia non solo del Pianeta, ma anche dell’Umanità intera?
Insomma, siamo finiti al cospetto di uno dei nodi più grandi che l’Umanità dovrà sciogliere: non si può salvare il Pianeta sacrificando l’Umanità, ma non si può salvare l’Umanità sacrificando il Pianeta. Finora abbiamo scelto sempre l’Umanità. L’Uomo e la Donna hanno ucciso per mangiare ed oggi dico per avere un ‘pancia’ sempre piu’ piena andando oltre alle necessità per vivere ma attorniandoci di Superfluo; abbiamo deturpato il Paesaggio per vivere degnamente e comodamente. Abbiamo difeso la nostra esistenza (per rimandare il più possibile la propria morte!!!) a discapito del Pianeta. Una necessità? Forse. Ora la forza e le capacità di quell’Uomo e quella Donna sono talmente alte che potrebbero distruggere per sempre il Pianeta che li ospita. Dal micro al macro gli ecosistemi sono sempre più degradati.
Se questi sono i “veri” temi per affrontare il futuro dell’Esistente, allora nessun’altra strada più alta e percorribile è stata elaborata finora se non quanto è scritto nell’enciclica Laudato Sì. Serve, fondamentalmente, una “conversione ecologica” e “integrale”.
“Tuttavia – scrive il Santo Padre – non basta che ognuno sia migliore per risolvere una situazione tanto complessa come quella che affronta il mondo attuale. I singoli individui possono perdere la capacità e la libertà di vincere la logica della ragione strumentale e finiscono per soccombere a un consumismo senza etica e senza senso sociale e ambientale. Ai problemi sociali si risponde con reti comunitarie, non con la mera somma di beni individuali: «Le esigenze di quest’opera saranno così immense che le possibilità delle iniziative individuali e la cooperazione dei singoli, individualisticamente formati, non saranno in grado di rispondervi. Sarà necessaria una unione di forze e una unità di contribuzioni» (Guardini – fine dell’epoca moderna). La conversione ecologica che si richiede per creare un dinamismo di cambiamento duraturo è anche una conversione comunitaria.”
Il mondo intero, insomma, dovrebbe diventare una “comunità”. E’ questo il punto di svolta per un’Ecologia Integrale. E questi sono i 7 principi sui quali lavorare, e che stiamo portando nelle scuole superiori con il Concorso di Ecologia Integrale, che già nella 1’ edizione 2023/2024 ha potuto godere di progetti innovativi da parte degli studenti, che potranno vivere nel prossimo ottobre 2024 1 settimana ad Assisi come viaggio premio, nella Terra dove San Francesco ha scritto il Cantico delle Creature e ci ha ricordato che i 4 elementi fondamentali Acqua, terra, Fuoco, Aria, sono nostri fratelli e sorelle. Una sfida che possiamo affrontare ed umilmente Vincere con la nostra Conversione Ecologia Integrale abbracciando le 7 Impegni Laudato Si e vivendoli ogni giorno:
- Ambiente: Ascoltare il grido della terra ed amarla rispettandola (abbandoniamo i combustibili fossili e muoviamoci a piedi o con mezzi pubblici, non sprechiamo il cibo o buttiamolo, evitiamo id comprare cose superflue e vediamo da dove arrivano, incrementiamo acquisti locali e vicini KM 0, risparmiamo energia e promuoviamo le Comunità Energetiche nel nostro condominio o in casa con il Fotovoltaico o altro, riduciamo i rifiuti e gli imballi, ecc.)
- Sociale: Aiutiamo i poveri, ascoltiamo il loro grido (guardiamoci intorno e vediamo chi ha bisogno del nostro superfluo, in città ci sono tante associazioni dove possiamo essere di aiuto come volontari e con nostre competenze, condividiamo il di piu’ che abbiamo magari rinunciando a qualcosa di bello ma non necessario, ecc.)
- Economia Ecologica: Cerchiamo di vivere le regole della casa comune (Economia: dal greco oikos – “casa”, e νόμος – nomos -legge) per il bene di tutti, ed intervenire se non vediamo una giustizia sociale, se vediamo che le regole comuni di rispetto e DIGNITA’ sono calpestate. Tutti hanno il diritto alla dignità, rileggiamo la nostra Costituzione Italiana scritta da Luminari che avevano vissuto la guerra;
- Stili id Vita: dobbiamo decidere la nostra conversione, decidiamo ogni giorno di fare un cambiamento per il bene comune, un’azione che so fa bene agli altri ed al pianeta;
- Educazione e formazione: partecipo ad iniziative dove approfondisco questi temi ecologici per meglio capire ed anche io poi insegno agli altri ed educo, vivendo, al rispetto e sobrietà;
- Ecologia Spirituale: ma perché devo fare ed impegnarmi sull’Ecologia? Cerco di capire e trovare il senso, di far emergere la Spiritualità delle azioni con il senso di Speranza che viene forte dal nostro Io che deve diventare un NOI;
- Comunità e relazioni: come possiamo vivere senza gli altri, senza poter confrontarci e contare sull’amore e supporto dei nostri vicini. Ecco per portare la Pace nelle nostre famiglie e case dobbiamo investire sulle relazioni umane.
Gabriella Chiellino
Venezia, 10 Settembre 2024