Una terza via: il ponte vivente tra spirito e azione

Dopo la nota del 2 dicembre scorso ( “ Una rilettura critica dello “ scisma orizzontale” di Dino Gerardi) Mariapia Ciaghi , direttrice de:  Il Sextante, interviene con un altro articolo con cui propone una svolta pastorale di estremo interesse per le nostre parrocchie: Una terza via: il ponte vivente tra spirito e azione.

Invece di scegliere tra lo scisma orizzontale e il doppio respiro ecclesiale, perché non immaginare una Chiesa-pioniere, capace di unire i punti di forza di entrambe le visioni? Una Chiesa che non si limita a oscillare tra innovazione e rassicurazione, ma costruisce un ponte vivente, dove spiritualità e azione sociale si sostengono e si arricchiscono a vicenda. Pensiamo a una rete di “hub ecclesiali integrati”: spazi multifunzionali dove la componente spirituale e quella sociale collaborano in modo organico. Qui, l’ispirazione superiore della fede alimenta l’azione concreta sul territorio, mentre i risultati tangibili dell’impegno sociale rafforzano il senso di comunità e l’identità spirituale. A esempio: le ACAM non sono semplici iniziative autonome: diventano il “braccio operativo” delle parrocchie, una sorta di laboratorio della fede in azione, dove valori e competenze si intrecciano. Parallelamente, le parrocchie non perdono il loro ruolo spirituale, ma lo reinterpretano alla luce di un dialogo costante con le esigenze sociali

Il termine “scisma” ha una forza dirompente, ma rischia di alienare i più cauti. D’altra parte, il “doppio respiro” rischia di sembrare poco incisivo. Allora perché non proporre una visione che parli di “rinascita convergente”?  La Chiesa non si spacca, né si limita a respirare: si rigenera, fondendo il suo cuore spirituale con una rete sociale viva e pulsante. Una rinascita capace di attrarre sia i fedeli tradizionali, che trovano nuova linfa spirituale, sia i laici, che possono riconoscere nella Chiesa un motore di cambiamento concreto. Per i cattolici tradizionali, questo modello è rassicurante: non abbandona i valori fondamentali, ma li rilancia attraverso nuove modalità di azione. La spiritualità rimane centrale, ma si arricchisce di un contributo tangibile al bene comune. Per i laici distanti, questa proposta diventa una porta d’ingresso: nessuna imposizione, ma la possibilità di partecipare a progetti sociali innovativi e inclusivi, trovando nella Chiesa un alleato per risolvere le sfide della modernità. Infine, la struttura giuridica potrebbe seguire un modello “federativo armonico”: le parrocchie si trasformano in poli che mantengono autonomia nelle azioni sociali, ma restano saldamente ancorate alla missione spirituale guidata dalla diocesi. Un sistema simile a un albero, con radici profonde nella fede e rami che si espandono liberamente verso le esigenze della società. Questa terza via non è un compromesso che accontenta tutti a metà, ma una sintesi audace che punta in alto. È una Chiesa che respira, sì, ma che lo fa correndo, costruendo ponti e lasciandosi alle spalle le paure della divisione. Una Chiesa che non teme il futuro, ma lo plasma, diventando il centro di gravità di una società smarrita, senza mai tradire la sua anima.

dott.ssa Mariapia Ciaghi

direttrice IL SEXTANTE

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